Tap, Ministra Lezzi querelata dalla famiglia Potì: "Infanga nome dell'ex sindaco di Melendugno"

La ministra ha detto che Vittorio Potì fece di tutto per portare la Tap a San Foca.

Barbara Lezzi querelata

La ministra del Sud Barbara Lezzi è stata ospite della puntata del 4 novembre 2018 di "1/2 ora in più" di Lucia Annunziata su Raitre e ha parlato di molte cose, dal reddito di cittadinanza fino, ovviamente, alla Tap, che è l'argomento più caldo per il suo ministero.

Durante la trasmissione Lezzi ha detto che l'ex sindaco di Melendugno Vittorio Potì fece di tutto per portare la Tap a San Foca, argomento che aveva già affrontato sul suo account Facebook lo scorso 28 ottobre, ipotizzando intessi da parte dell'ex primo cittadino, zio dell'attuale sindaco Marco Potì, a portare il gasdotto nella propria città.

La famiglia Potì ora è su tutte le furie e promette battaglia, dicendo di avere intenzione di querelare la sindaca che, secondo loro, ha palesemente mentito. Marco Potì ha detto:

"Confermo la volontà di mia zia Anna che domani formalizzerà insieme ai figli, Paolo e Giorgio, la denuncia-querela per diffamazione nei confronti della ministra Lezzi. Non c'é un solo atto, una sola delibera che comprovi quanto dice. Un ministro non può fare affermazioni pubbliche che offendono e diffamano persone il cui valore politico é stato sempre riconosciuto da tutti e che certamente é superiore a quello della signora Lezzi"

Potì ha anche spiegato che suo zio diventò sindaco solo a giugno 2009 e dunque la ministra sbaglia quando dice che tra il 2008 e il 2009 Vittorio Potì si mosse per portare la Tap a San Foca, inoltre ha sbagliato anche la data del 2013: Potì senior non poteva aver pressato per concludere l'iter autorizzatorio della Tap fino a quell'anno poiché è morto nel 2011.

La senatrice del PD Teresa Bellanova ha rincarato la dose contro la ministra Lezzi che ha detto che, trattandosi di contratti privati, lei e i suoi colleghi dei 5 Stelle che avevano promesso di bloccare la Tap non potevano sapere del risarcimento danni:

"Dunque, senza provare la minima vergogna, la Ministra Lezzi afferma oggi di aver sempre saputo di come non fosse possibile bloccare la realizzazione del gasdotto Tap. Il che non le ha impedito di sottoscrivere a pochi giorni dalle elezioni un patto con il Comune di Melendugno e, di fatto, con il Movimento No Tap, con tanto di foto e di sorriso sui social, impegnandosi a fermare un’opera pur sapendo che, per il punto cui era giunto l’iter di realizzazione, quell’infrastruttura non fosse più da tempo nella disponibilità della politica. Lo sapeva lei, che oggi dimostra di conoscere inoltre perfettamente e a menadito le date, i passaggi e addirittura le paternità delle volontà politiche alla base della localizzazione dell’approdo definita in tempi ben lontani dai Governi Renzi e Gentiloni, e immaginiamo lo sapessero anche tutti gli altri attivisti e parlamentari del Movimento 5Stelle che non hanno esitato ad attaccarci sui social e nelle piazze, criminalizzandoci come i peggiori amici della lobby. Sapevano e hanno mentito, sbraitando nelle piazze, aizzando la protesta, criminalizzando gli avversari, promettendo quel che – ne erano perfettamente consapevoli – non potevano nel modo più assoluto garantire. Uno spettacolo vergognoso consumato sulla pelle dei cittadini, degli elettori, del territorio"

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