Elezioni 2013: Mario Monti contro Berlusconi a Radio Anch'io


Un po' contro Berlusconi, un po' contro Vendola e Fassina, tanto che alla fine del suo intervento a Radio Anch'io Mario Monti ci scherza su: "Ho picchiato duro? A me veramente sembra di essere stato morbido...". Partiamo da Berlusconi, contro cui il Professore ha gioco facile nel rinfacciare tutte le giravolte e i dietrofront che il Cavaliere ha compiuto nei suoi confronti:

"Berlusconi ha usato contro di me armi improprie, come i valori della famiglia. La cosa si commenta da sé. Berlusconi mi confonde sul piano logico e mi confonde a tratti sul piano dell’eccessivo elogio. In altri momenti, forse allora ero un leaderone e non un leaderino, mi ha offerto di prendere la guida del fronte dei moderati. Poi ha detto che il governo ha fatto solo disastri, poi che ha fatto tutto il possibile. Spero gli elettori siamo meno confusi di me".

Poi SuperMario rivolge il mirino contro i 'conservatori di sinistra', in particolare Nichi Vendola e Stefano Fassina:

Vendola e Fassina vogliono conservare per nobili motivi ed in buona fede un mondo del lavoro cristallizzato, iperprotetto rispetto ad altri paesi. Io sono per avere in Europa una tutela ancora più avanzata dei lavoratori, ma con condizioni che favoriscano la creazione di posti di lavoro

Quanto meno il leader di Sel e il responsabile economico del Pd godono dell'onore delle armi, visti i "nobili motivi" che li spingono alla conservazione. Qualche frecciata c'è anche per Bersani che aveva chiesto a Monti di chiarire da che parte stesse:

A Bersani, che mi ha chiesto di dire con chi sto, io dico: io sto per le riforme che rendano l'Italia più competitiva e creino più posti di lavoro. E' difficile ragionare su da che parte uno sta. In un quotidiano un numero di parlamentari del Pd hanno scritto una lettera aperta per dire 'il Pd stia con Monti'. Io desidero che il mondo politico si schieri sulle idee e io sono sceso in campo non schierandomi pro o contro i singoli partiti ma fortemente per difendere determinate idee

E poi si passa all'analisi di routine delle dinamiche della crisi, le prime mosse da fare per il prossimo Governo e il rapporto con l'Europa e la Germania:

La luce alla fine del tunnel la vedo più vicina di prima. E sono molto più ottimista che nel frattempo il tunnel non ci crollerà sulla testa travolgendoci come abbiamo rischiato. Molto dipende dall’economia mondiale. Se in Ue le politiche per la crescita partono il tunnel potrà accorciarsi. Si può agire incisivamente con la Germania. La mia situazione inizialmente era difficile e la nostra finanza pubblica poteva saltare da un momento all’altro. Ma fin dal primo giorno ho spiegato alla signora Merkel che c’era anche qualche difetto nel funzionamento complessivo dell’eurozona. Poi abbiamo messo ordine e la Germania si è lasciata persuadere. Sul fronte interno le priorità sono la riduzione del numero dei parlamentari, semplificazione del processo legislativo e dell’organizzazione territoriale dello Stato.

E infine, un passaggio sulle motivazioni che lo spingono e che fanno sì che la candidatura al Quirinale non sia tra i principali obiettivi del Prof:

La prospettiva del Quirinale non è mai stata un mio obiettivo. Sono stati gli osservatori a parlare di una mia candidatura al Quirinale. Un obiettivo che ora è meno probabile. La salita in politica per me è un'operazione che trasforma dentro la mia coscienza. Mi è sempre piaciuto stare al di fuori o al di sopra delle parti e se fossi stato tranquillo avrei avuto prospettive serene, qualcuno dice il Quirinale, ma sarei stato utile al paese? Non lo so, credo che non mi sentirò al di fuori delle parti e questo mi dà disagio, ma sarò dalla parte di paese che vuole andare avanti.

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