Assoluzione Raggi: media sul banco degli imputati. Gelmini: "M5s vuole Minculpop"

Gelmini: "le minacce dei 5 Stelle non fanno paura". Martina: "vogliono un paese di servi del potere"

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Dopo l'assoluzione di Virginia Raggi, sul banco degli imputati finiscono i giornalisti "pennivendoli" e i media "corrotti moralmente e intellettualmente". La difesa del sindaco di Roma da parte del M5s oggi è netta e urlata (solo ieri però Di Maio era pronto a scaricarla in caso di condanna: "il codice etico parla chiaro", cioè dimissioni).


Il tribunale del popolo del M5s, presieduto da Luigi Di Maio, ha emesso la sua sentenza: "la stragrande maggioranza dei media sono corrotti". Decisamente troppo per le opposizioni. Il Pd accusa senza mezzi termini il MoVimento 5 Stelle di voler mettere il bavaglio alla stampa.

"Dai 5 Stelle altro vergognoso attacco all'informazione. Hanno paura della libertà e pretendono un Paese di servi del potere. A tutti i giornalisti va la nostra solidarietà" scrive su Twitter il segretario dimissionario del Pd Maurizio Martina commentando gli strali lanciati da Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista dopo l'assoluzione di Virginia Raggi dall'accusa di falso documentale.


Critiche arrivano anche dal fronte opposto, cioè da quella Forza Italia che in passato con il suo leader Silvio Berlusconi ha usato toni del tutto simili a quelli di oggi del M5s. "Sindaca Raggi assolta e Di Maio attacca inspiegabilmente giornalisti ed editori. M5S vuole ricostituire il Minculpop (il Ministero fascista della cultura popolare istituto nel 1937, Ndr), la dittatura del pensiero unico. Chi critica viene messo alla gogna e attaccato. Le minacce non piegheranno la libera stampa" è il tweet di Mariastella Gelmini, capogruppo azzurra a Montecitorio.

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