M5S, Rocco Casalino da Fazio: "Chiedo scusa. Sono omosessuale e ho vissuto la discriminazione"

"Chiedo scusa. Io sono omosessuale e ho vissuto sulla mia pelle la discriminazione"

Rocco Casalino

Rocco Casalino, portavoce del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha scelto Fabio Fazio su RaiUno per tornare in TV dopo le numerose polemiche da cui è stato travolto nel corso di questi primi mesi di governo Lega-M5S, non ultima la bufera nata dopo la diffusione di un vecchio filmato in cui l'ex concorrente del Grande Fratello non ci andava affatto leggero su anziani e persone con la sindrome di down.

Casalino ha deciso di rimanere fedele alla versione fornita subito dopo il nuovo scandalo, cioè che quella lunga intervista non era davvero un'intervista, ma soltanto una simulazione (nonostante non riesca comunque a convincere completamente)

Faccio fatica a rivedermi a distanza di 15 anni, mi urta risentirmi. Non mi ritrovo assolutamente in quelle parole, chiedo scusa. Io sono omosessuale e ho vissuto sulla mia pelle la discriminazione.

Casalino, prima di diventare portavoce di Giuseppe Conte, è stato responsabile della comunicazione coi media al Senato della Repubblica per il Movimento 5 Stelle ed inevitabilmente Fabio Fazio gli ha chiesto di commentare il duro sfogo di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista contro la stampa dopo l'assoluzione della sindaca di Roma Virginia Raggi:

Credo sia un diritto di Di Maio come capo politico e di Di Battista come libero cittadino esprimere il loro punto di vista su un tipo di informazione politicizzata.

Anche in quel modo?

I toni eccessivi servono per denunciare un problema che non va sottovalutato. La libertà di stampa è un tema importantissimo, che qualcosa non stia funzionando è evidente a tutti. Posso dire come esperto di comunicazione che c’è qualcosa che non funziona bene. L’informazione dovrebbe essere il cane da guardia del potere, dovrebbe abbaiare quando davvero c’è qualcosa che non va, non può abbaiare e mordere sempre, altrimenti perde autorevolezza.

Casalino, di fatto, giustifica quei toni da stadio che poco si adattano alla carica istituzionale di Di Maio, che pure stasera era in TV a fare un po' di propaganda:

La politica ci ha abituato a un linguaggio forte. Io non faccio il politico, mi occupo di comunicazione e il linguaggio forte va bene. Lei si fissa sul linguaggio, ma io mi concentrerei sulla denuncia che viene fatta. Se può essere giustificato in politica, la stampa deve avere un altro linguaggio.

La denuncia fatta, però, non era poi così chiara. O meglio, quello che è uscito fuori è una grande confusione. Se doveva essere una denuncia, era necessario fare nomi e cognomi, segnalare chi aveva scritto o detto il falso. Di Maio, invece, è stato piuttosto generalizzante, arrivando a parlare di "stragrande maggioranza dei media corrotti”. Ben diverso dal fare una denuncia specifica e ponderata. Ma anche Fabio Fazio ha preferito non entrare troppo nella vicenda e si è fatto bastare le scuse pubbliche di Casalino.

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