Pensioni, Ufficio Parlamentare di Bilancio: "Con quota 100 pensioni più povere fino al 34%"

La platea potenziale è di 437.000 cittadini, se uscissero tutti ci sarebbe un aumento di spesa lorda per 13 miliardi.

Ufficio Parlamentare di Bilancio su quota 100

Il Presidente dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio Giuseppe Pisauro è stato in audizione oggi sulla manovra finanziaria del governo Conte e ha provato a simulare gli effetti dell'entrata in vigore della finestra di quota 100 per le pensioni che interesserebbe una platea di 437.000 italiani, ma il governo stesso è convinto che non ne approfitteranno tutti ed è un bene, altrimenti la spesa necessaria salirebbe a circa 13 miliardi che è il doppio di quanto è stato stanziato per questa misura.

Pisauro si è soffermato in particolare ad analizzare i tagli che le pensioni di chi approfitta della finestra di quota 100 subirebbero. Nonostante il ministro dell'Interno Matteo Salvini una settimana fa ha detto che non ci sarà alcuna penalizzazione, le simulazioni dicono esattamente il contrario: non solo le riduzioni ci saranno, ma saranno anche piuttosto consistenti, tanto che, secondo le stime dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio, potrebbero andare da un minimo del 5,06% in caso di pensionamento con un solo anno di anticipo rispetto alla Legge Fornero, fino a un massimo del 34,17% in caso di pensionamento con sei anni di anticipo. Quindi, prima ci si pensiona, più sarà "povero" l'assegno e questo dovrebbe limitare di molto il numero di persone che usufruiranno di quota 100.

Il presidente Pisauro ha spiegato:

"Questa stima non è ovviamente direttamente confrontabile con le risorse stanziate nel Fondo per la revisione del sistema pensionistico per vari fattori: dal tasso di sostituzione dei potenziali pensionati con nuovi lavoratori attivi a valutazioni di carattere soggettivo (condizione di salute o penosità del lavoro) o oggettivo (tasso di sostituzione tra reddito e pensione, divieto di cumulo tra pensione e altri redditi, altre forme di penalizzazione)"

E Pisauro ha aggiunto che nella stima del governo stesso è già compresa l'idea la metà delle persone interessate non andranno in realtà in pensione.

L'Ufficio Parlamentare di Bilancio ha fatto le sue stime anche sul deficit e ha spiegato:

"Nelle valutazioni più recenti dell'Upb, che incorporano la manovra al suo valore facciale il deficit si posizionerebbe nel 2019 al 2,6% del Pil. Le divergenze rispetto alla stima della Nadef (nota di aggiornamento del Def, ndr) e a quella recentemente diffusa dalla Commissione europea sono imputabili alla diversa previsione sulla crescita economica e all'impatto dell'aumento dello spread sulla spesa per interessi"

E ha aggiunto:

"Il rallentamento congiunturale già sottolineato si è ulteriormente accentuato. Ne risulta confermata la previsione, indicata in sede di validazione dello scenario tendenziale di una crescita dell'1,1 per cento del Pil 2018, mentre emergono ulteriori rischi al ribasso sul 2019. Secondo le stime di breve termine la crescita del 2019 già acquisita risulterebbe pari allo 0,1 per cento, rendendo l'obiettivo"dell'1,5% del Pil per il 2019 ancora più ambizioso di quanto già rilevato in precedenza"

Foto © Palazzo Chigi - Licenza CC-BY-NC-SA

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