Dà del buffone a Salvini: contestatrice rifiuta identificazione e finisce in commissariato

La donna si è autodefinita "fieramente di sinistra"

salvini buffone

Urla “buffone” al ministro dell’Interno Matteo Salvini, rifiuta di farsi identificare dagli agenti e viene portata in commissariato. La protagonista di questa storia è una 59enne casalinga di Borgo Pio che si autodefinisce “fieramente di sinistra”, che ha raccontato la sua storia ad alcune testate giornalistiche, citando anche il caso Cucchi. Mentre il ministro leghista si recava al convegno "La trappola delle sette" presso l’aula congressi della Lumsa, in via di Porta Castello, è scattata la contestazione, come racconta la diretta interessata. "Abito a Borgo Pio da anni, ero scesa di casa per fare la spesa. Non sapevo dell'arrivo di Salvini. Ho iniziato a fischiare forte con le dita, come fanno i pastori - le parole riportate da Repubblica.it - gli anche gridato " buffone", mi è venuto spontaneo".

Probabilmente Salvini non se n’è nemmeno accorto, ma hanno notato tutto un gruppo di agenti, che si è subito avvicinato alla signora chiedendole di terminare la sua contestazione. "I miei fischi hanno subito attirato l'attenzione di un gruppetto di circa quattro poliziotti in borghese - continua il racconto di Eleonora, questo il nome della protagonista di questa vicenda - si sono precipitati dall'altro lato della strada, mi hanno ordinato di smettere di fischiare. Uno di loro mi ha afferrato le braccia per impedirmi di portare le dita alla bocca e fischiare ancora". A quel punto, la donna è caduta in terra, convincendo Romano Ancona, titolare del bar in via di Porta Castello, ad intervenire in suo soccorso: "È un fatto grave - racconta l’uomo - , che testimonia il brutto clima che si respira nel Paese. È nelle cose che un politico possa essere applaudito o fischiato a seconda del gradimento dei cittadini, ma se ciò viene impedito come è accaduto venerdì, allora è in pericolo la nostra democrazia".

Gli agenti hanno tentato di identificare la casalinga, che però in un primo momento dichiara di non aver con sé alcun documenti di identità, ragion per cui è stata portata in commissariato rimediando anche una denuncia. "Il dirigente mi ha chiesto il documento gli ho detto che non l'avevo. L'ho esibito ai suoi colleghi quando mi hanno caricata sulla volante per portarmi al commissariato di zona. Tutto questo solo per essermi azzardata a contestare Salvini. Vi rendete conto?", conclude Eleonora.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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