Baobab sgomberato. A quale scopo?

Impedire a dei volontari di aiutare i migranti porterà dei vantaggi?

Questa mattina a Roma è iniziato lo sgombero del Baobab, la struttura che si trova in zona Tiburtina e che offriva ospitalità ai migranti in transito. Due bus della polizia hanno caricato a bordo 60 migranti per portarli all'ufficio immigrazione e almeno altrettanti sono rimasti, per il momento, al campo provvisorio; per loro non esiste una collocazione alternativa. Salvini ha esultato su twitter: "Zone franche, senza Stato e legalità, non sono più tollerate. L’avevamo promesso, lo stiamo facendo. E non è finita qui. Dalle parole ai fatti".

Ovviamente lo sgombero è stato molto apprezzato dai sostenitori di Salvini, in modo particolare da quelli che non hanno letto e/o capito il contenuto del suo "Decreto Sicurezza" e che, al tempo stesso, non si sono mai chiesti quale fosse il ruolo del Baobab e di altre strutture simili. Indubbiamente, come sostiene Salvini, il Baobab ha rappresentato una zona franca. Quello che il ministro non dice è che la sua esistenza è dovuta essenzialmente alla necessità di sopperire alle disfunzioni e alle incapacità del sistema d'accoglienza. Senza ricevere alcun contributo pubblico ha dato riparo e cibo a chi non ne aveva, evitando così che persone fragili e affamate potessero finire nelle grinfie degli sfruttatori di lavoro nero e, soprattutto, della criminalità.

Adesso Salvini vuole cancellare queste "zone franche", senza però offrire alternative che possano tutelare chi si trova in chiare condizioni di indigenza e che rischia, come tutti i poveri, di imboccare la strada della criminalità e del degrado, con conseguenze per tutti i cittadini perbene.

In fondo non ci si può stupire più di tanto. Basta aver letto il cosiddetto "Decreto Sicurezza" per capire che l'obiettivo è esattamente quello di alimentare l'odio nei confronti del diverso e del povero. Il Governo ha infatti deciso di abolire il permesso di soggiorno per motivi umanitari, uno strumento del quale si è anche abusato, che aveva però una precisa ratio: favorire il controllo del territorio. Abolendolo l'unica conseguenza sarà quella di veder crescere a dismisura il numero dei clandestini; persone totalmente sconosciute alle forze dell'ordine, che non avranno diritto ad alcuna assistenza.

Questi "fantasmi" non potranno, infatti, usufruire del sistema Sprar, che sarà dedicato solo ai richiedenti asilo e ai rifugiati. Tutti gli altri "a casa loro", risponderà il leghista medio. Peccato che "a casa loro" nessuno ce li possa rimandare visto che non ci sono ancora accordi con i Paesi di origine. Nessuno, in tal senso, ha la bacchetta magica; basti pensare che i rimpatri nel 2018 sono calati rispetto al 2017.

L'articolo 2 del decreto ha inoltre previsto che gli irregolari potranno essere trattenuti fino a 180 giorni nei centri per il rimpatrio, contro i 90 giorni previsti in precedenza. Non si capisce bene a quale scopo visto che i centri sono stracolmi e non riescono neanche ad accogliere quanti vorrebbero entrarci volontariamente. Anche il programma di rimpatrio volontario assistito, come ammesso dallo stesso Salvini, non riesce a far fronte alle richieste; i 12 milioni stanziati sono caccole.

Il Decreto Sicurezza è semplicemente contrario alla logica. Se l'obiettivo era quello di garantire "la sicurezza", non si capisce in che modo questo possa avvenire se nei fatti crescerà il numero dei clandestini, che al tempo stesso non potranno neanche più beneficiare dell'aiuto offerto dai centri gestiti dai volontari, come nel caso del Baobab. Lo stesso Giorgetti ha ammesso che la promessa dei 500mila rimpatri era una boutade da campagna elettorale.

Il Governo ha stoppato gli arrivi e, al di là dei metodi utilizzati, la promessa è stata mantenuta. Ma perché fermare il lavoro del Baobab quando non si ha ancora in mano un piano concreto per i rimpatri? Che fine faranno i vecchi e nuovi clandestini? Non è un caso che diverse città abbiano già chiesto di sospendere il decreto.

La situazione rischia di diventare ancora più esplosiva, ma forse l'obiettivo del Decreto Sicurezza era esattamente questo: farla diventare esplosiva. Sarebbe stato più corretto chiamarlo "Decreto pre-rastrellamenti"; solo questa, infatti, potrà essere la soluzione per arrestare l'ondata di delinquenza che il Decreto scritto da Salvini porterà in dote.

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