Conferenza Libia: Conte soddisfatto ma Haftar e Turchia abbandonano prima

"Siamo sempre in stato di guerra e il Paese ha bisogno di controllare le proprie frontiere"

Il premier Conte è sostanzialmente soddisfatto dell’incontro di oggi tra Serraj e Haftar, con tanto di stretta di mano, nell’ambito del vertice di Palermo sulla pacificazione della Libia. La cronaca della giornata però, al di là dei sorrisi di facciata, parla anche di due ritiri anticipati dalla conferenza, uno previsto e uno a sorpresa.

Conte: sentimento di fiducia per futuro

"Lasciamo Palermo portando con noi il sentimento di fiducia per aver dato una prospettiva di stabilizzazione della Libia" ha detto il presidente del Consiglio a margine dell'incontro. Lo stesso inviato dell'Onu Ghassan Salam ha dichiarato che "la Conferenza nazionale, che pensiamo di fare all'inizio dell'anno" sarà "più facile dopo questo summit".

Haftar e Turchia lasciano in anticipo

E anche se Conte a vertice in corso aveva sostenuto che l'abbandono della Turchia "non influiva sul clima positivo del summit" nella realtà il ritiro di Ankara ha accentuato l’altro abbandono anticipato, per quanto previsto, della Conferenza, quello del generale Haftar, il signore della Cirenaica e dominus della Libia orientale. Khalifa Haftar inoltre subito dopo aver lasciato Palermo in un'intervista ha sottolineato di non aver preso pienamente parte al summit.

La Turchia invece ha fatto sapere di aver lasciato in anticipo, circa due ore dopo Haftar, "con profondo disappunto". Il motivo (ufficiale)? Il mancato invito alla riunione informale di stamani tra Haftar e Serraj.

Libia, Haftar e al-Sarraj si stringono la mano con Giuseppe Conte a Palermo - FOTO

Lo aveva anticipato ieri e oggi c'è riuscito, almeno in apparenza. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha fatto incontrare oggi a Palermo il tenente generale Khalifa Haftar, comandante dell’Esercito nazionale libico, e il Primo Ministro della Libia Fayez al-Sarraj in occasione della Conferenza per la Libia.

Fino a ieri la partecipazione di Haftar era in dubbio, ma stamattina i tre leader si sono incontrati a Villa Igiea a Palermo in presenza del primo ministro russo Dmitri Medvedev, il presidente dell'Egitto Abd al-Fattāḥ al-Sīsī, il presidente della Tunisia Beji Caid Essebsi, il presidente del Consiglio UE Donald Tusk, il ministro degli Affari Esteri della Francia Jean-Yves Le Drian, il primo ministro dell'Algeria Ahmed Ouyahia e Ghassan Salamé, rappresentante speciale dell'Onu in Libia.

Haftar e al Sarraj si sono stretti la mano sorridenti insieme a Giuseppe Conte per quella che è già diventata una foto simbolica. Il generale Haftar, a margine dell'incontro, ha rilasciato una breve dichiarazione all'emittente libica Libya Hadath:

Siamo sempre in stato di guerra e il Paese ha bisogno di controllare le proprie frontiere. Abbiamo frontiere con la Tunisia, Algeria, Niger, Ciad, Sudan ed Egitto e la migrazione illegale viene da tutte le parti. [...] I leader di questi stati sicuramente hanno un punto di vista su questo tema e devono aiutarci almeno controllando le loro frontiere in maniera di non permettere l'immigrazione clandestina che ci crea il problema delle milizie, al-Qaida, Daesh, movimento islamico e integralisti che entrano attraverso le nostre frontiere.

Foto | Palazzo Chigi

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