Attacchi alla stampa, Agcom: "Ledono i principi costituzionali"

"Ogni attacco agli organi di stampa rischia di ledere il principio costituzionale di libera manifestazione del pensiero"

Le uscite del vicepremier Luigi Di Maio contro la stampa italiane, arrivate via Facebook dopo l'assoluzione della sindaca di Roma Virginia Raggi e ribadite la sera successiva su La7, hanno sollevato un enorme polverone che sta riaprendo un accesso dibattito sulla libertà di stampa e l'esigenza, oggi più che mai, di una stampa libera senza attacchi delle alte cariche dello Stato.

Dopo le dure reazioni di Fnsi e dell'Ordine dei Giornalisti, oggi è stata l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) a rilasciare un comunicato per sottolineare "l'esigenza di un'informazione libera, pluralista, rispettosa della dignità delle persone, del ruolo delle forze politiche e dell'autonomia professionale dei giornalisti".

L'Agcom segnala inoltre che "ogni attacco agli organi di stampa rischia di ledere il principio costituzionale di libera manifestazione del pensiero, che è alla base del pluralismo dell'informazione e del diritto di cronaca e di critica".

E mentre centinaia di giornalisti stanno scendendo in strada a Roma, Palermo e Bolzano, solo per citare le ultime iniziative - Di Maio aveva definito corrotti la "stragrande maggioranza dei media" - il collega di partito Alessandro Di Battista, che si era subito scagliato contro la stampa italiana, è tornato alla carica e ha stilato addirittura la lista dei giornalisti che secondo lui sarebbero "liberi". Tra loro ci sono Marco Travaglio, Massimo Fini, Fulvio Grimaldi, Alberto Negri, Luisella Costamagna, Milena Gabanelli, Franco Bechis e Pietrangelo Buttafuoco.

Come volevasi dimostrare è partita la difesa corporativista, puerile, patetica, ipocrita, conformista e oltretutto...

Posted by Alessandro Di Battista on Monday, November 12, 2018

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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