Attacchi alla stampa, Di Maio: "Una legge per incentivare gli editori puri"

"Faremo una proposta di legge che incentiva i cosiddetti editori puri, cioè quegli editori che non hanno interessi politici né economici"

Di Maio reddito di cittadinanza sotto l'albero

Dopo la nota di Agcom, il vicepremier Luigi Di Maio è voluto tornare ancora una volta sul tema della libertà di informazione. E lo ha fatto via Facebook, lo stesso mezzo usato pochi giorni fa per attaccare la stampa italiana, definita senza mezzi termini "corrotta" e intenzionata a far saltare il governo Lega-M5S in carica da una manciata di mesi.

Di Maio ha iniziato la sua diretta dicendosi certo che "la stampa deve essere libera da tutto e da tutti", ma precisando anche che l'esecutivo di Giuseppe Conte vorrebbe garantire questa libertà di informazione con una "proposta di legge che incentiva i cosiddetti editori puri, cioè quegli editori che non hanno interessi politici né economici".

Non è chiaro quali saranno i criteri che Di Maio ha in mente - Mediaset verrà penalizzata perchè di proprietà di Berlusconi? Lo stesso accadrà per Il Giornale che dal 1979 è di proprietà della famiglia Berlusconi? - né quali sono secondo lui i media corrotti - ci ha detto che sono la "stragrande maggioranza", ma non ha ancora fatto i nomi - ma ci ha tenuto a sottolineare i casi di "giornalisti presi di mira" dai precedenti governi:

Chi parla di dittatura oggi o di pericolo di dittatura come Berlusconi, mi fa un po' ridere perché rappresenta quella classe politica che quando era al Governo ha addirittura epurato giornalisti come Biagi, Luttazzi e Santoro.

E, ancora:

Abbiamo sempre difeso i giornalisti epurati dalla destra e dalla sinistra. Berlusconi ha avuto la nomea di quello che era in conflitto interessi e che faceva gli editti bulgari, ma poi abbiamo vissuto l'epoca Renziana in cui Gabanelli, Giannini, Giletti, Floris, Mercalli, Porro sono stati mandati via dalla Rai e noi li abbiamo difesi.

Di Maio, come al solito, resta sul vago quando si parla di iniziative promosse dal proprio esecutivo. In questo caso, però, è più che mai necessario entrare nello specifico. Quali sono gli editori che non hanno interessi politici? Quali sono gli editori che non hanno interessi economici? Chi decide chi ha quali interessi? La proposta di legge avrà un'impostazione più vicina al Movimento 5 Stelle o alla Lega?

Tutte domande legittime a cui Di Maio non risponde, almeno per ora. È evidente, però, che un giornale più orientato a destra e più critico nei confronti del Movimento 5 Stelle sarà visto come "corrotto" da M5S e viceversa. Che si fa, si mette un bavaglio ai giornalisti critici nei conforti di M5S o anche a quelli critici nei confronti della Lega? O a chiunque critica l'esecutivo del momento? È curioso che sia un giornalista pubblicista, come è Luigi Di Maio, ad avanzare un'idea così pericolosa.

Oggi vi voglio parlare di “libertà d’informazione” nel nostro Paese. Collegatevi!

Posted by Luigi Di Maio on Tuesday, November 13, 2018
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