Manovra, la lettera integrale inviata dal Ministro Tria alla Commissione UE

Giovanni Tria - MEF

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha diffuso la lettera integrale inviata la notte scorsa, allo scoccare della scadenza fissata, alla Commissione Europea in risposta alla bocciatura della manovra finanziaria decisa dal governo di Giuseppe Conte arrivata lo scorso ottobre.

Il testo integrale della risposta italiana alla Commissione UE


Gentile Vice Presidente,
Gentile Commissario,

In risposta alla Vostra comunicazione del 23 ottobre 2018, con la quale avete trasmesso il parere sul Documento programmatico di bilancio chiedendo contestualmente di presentare un testo rivisto, Vi rappresento quanto segue. Le ragioni alla base dell'impostazione del documento sono state ampiamente illustrate nella precorsa corrispondenza.

Il Governo ritiene che le ragioni già esposte mantengano tutta la loro validità, anche dopo aver attentamente valutato le argomentazioni contenute nel parere da Voi trasmesso. In particolare, resta prioritaria l'esigenza di rilanciare le prospettive di crescita, per colmare il perdurante divario tra l'attuale livello del PIL e quello registrato prima dell'inizio della crisi economica e finanziaria, nonché per fare fronte al rallentamento del ciclo.

Ugualmente prioritaria e urgente è la necessità di affrontare le difficoltà sociali indotte dall'andamento negativo dell'economia, attraverso interventi sulle situazioni di disagio e povertà, che aumentino il grado di inclusione e sostenibilità sociale (c.d. reddito di cittadinanza).

Il Governo conferma altresì l'intenzione di attenuare le rigidità e i vincoli introdotti durante la crisi economica nel sistema pensionistico, che hanno prodotto un repentino incremento dell'età di pensionamento, con conseguenze negative sul ricambio della forza lavoro e sulla riconversione delle imprese.

Pur introducendo misure di sostegno innovative e un'attenuazione dei vincoli al pensionamento, l'espansione ?scale decisa dal Governo resta contenuta alla misura strettamente necessaria a contrastare il rallentamento del ciclo economico.

La manovra si qualifica inoltre per un incremento delle risorse dedicate agli investimenti pubblici, che nell'arco del triennio permetteranno di recuperare in parte la caduta registrata durante la crisi.
L'incremento delle risorse si accompagna a interventi di semplificazione amministrativa, che consentiranno di velocizzare la realizzazione degli investimenti, e alla realizzazione di una piattaforma centralizzata che fornirà servizi di progettazione avanzati alle amministrazioni pubbliche che abbiano esigenza di realizzare programmi di investimento.

Grazie all'espansione fiscale, alle riforme introdotte, al rilancio degli investimenti, e alla riduzione del carico fiscale sulle piccole imprese, la manovra consentirà di conseguire un tasso di crescita superiore a quello tendenziale e di recuperare parzialmente il divario rispetto agli altri Paesi europei.

Il Governo resta fiducioso sulle possibilità di conseguire gli obiettivi di crescita contenuti nel quadro programmatico del documento di programmazione. Sottolineo ancora una volta che la manovra è stata costruita sulla base del quadro macroeconomico tendenziale, e non tiene conto della crescita programmata. Questa impostazione prudenziale introduce nella legge di bilancio un cuscinetto di salvaguardia, che previene un deterioramento dei saldi di bilancio anche nel caso in cui gli obiettivi di crescita non siano pienamente conseguiti.

Il nuovo Documento programmatico di bilancio contiene anche alcune importanti innovazioni.

In primo luogo, al fine di accelerare la riduzione del rapporto debito /PIL e preservarlo dal rischio di eventuali shock macroeconomici, il Governo ha deciso di innalzare all'1 per cento del PIL, per il 2019, l'obiettivo di privatizzazione del patrimonio pubblico. Gli incassi derivanti dalle privatizzazioni costituiscono un margine di sicurezza per garantire che gli obiettivi di riduzione del debito approvati dal Parlamento siano raggiunti anche qualora non si realizzi appieno la crescita del PIL ipotizzata. Tenuto conto di tali introiti e del loro impatto anche in termini di minori emissioni di debito sul mercato, e quindi minori interessi, la discesa del rapporto debito/ PIL sarebbe ancora più marcata, e pari a 0,3 punti quest'anno, 1,7 punti nel 2019, 1,9 nel 2020 e 1,4 nel 2021. Il rapporto scenderebbe dal 131,2 per cento del 2017 al 126,0 nel 2021.

In secondo luogo, segnalo che sul bilancio programmatico gravano per il prossimo triennio spese di natura eccezionale pari a circa lo 0,2 per cento del PIL.
Nelle ultime settimane, infatti, eventi alluvionali di particolare gravità hanno colpito il Paese con un costo pesantissimo in termini di vittime e di danni ingenti. Si tratta di eventi inattesi che in qualche misura sono anche testimonianza di un territorio ancora troppo esposto al dissesto idrogeologico. Le risorse indicate saranno destinate anzitutto a un piano straordinario di interventi tesi a contrastare il dissesto idrogeologico e, per il solo 2019, anche a misure eccezionali volte alla messa in sicurezza della rete di collegamenti italiana.
A tal fine, il Governo predisporrà a breve un piano per contrastare il dissesto, da avviare in tempi rapidi e realizzare nel prossimo quinquennio secondo un cronoprogramma definito.
Saranno poste in essere azioni di semplificazione e accelerazione delle procedure decisionali e attuative, nonché misure per rafforzare le competenze tecniche nelle pubbliche amministrazioni funzionali ad accelerare la realizzazione degli interventi necessari.

Inoltre, relativamente alla rete viaria e di collegamenti italiana, il crollo del ponte Morandi a Genova ha evidenziato la necessità di intraprendere un programma di manutenzione straordinaria della stessa. A tal fine, la nuova Legge di bilancio dedica 1 miliardo di euro per il 2019 specificatamente alla messa in sicurezza e manutenzione di infrastrutture della rete stradale quali viadotti, ponti, gallerie.
Gli interventi riguarderanno opere realizzate nella stessa epoca o precedenti il ponte Morandi, ovvero che presentino speci?che necessità di manutenzione.

Il piano sarà trattato alla stregua di un intervento emergenziale utilizzando procedure previste dalla legislazione vigente - in particolare la procedura negoziata - che consentono di ridurre significativamente i tempi necessari per l'affidamento dei lavori.

In relazione a queste spese eccezionali per contrastare il dissesto idrogeologico e per la manutenzione straordinaria della rete viaria e di collegamenti, il Governo chiede l'applicazione della flessibilità per eventi eccezionali.

Infine, il Governo conferma l'impegno a mantenere i saldi di finanza pubblica entro la misura indicata nel documento di programmazione, rispettando le autorizzazioni parlamentari.
In particolare, il livello del deficit al 2,4 per cento del PIL per il 2019 sarà considerato un limite invalicabile. L'indebitamento netto sarà conseguentemente sottoposto a costante monitoraggio, verificando sia la coerenza del quadro macroeconomico sottostante le ipotesi di finanza pubblica, sia l'andamento delle entrate e delle spese.
La normativa nazionale prevede una serie di presidi che obbligano il Governo a riferire tempestivamente alle Camere qualora si determinino scostamenti rispetto a tali obiettivi assegnando, tra l'altro, al Ministro dell'Economia e delle Finanze, il compito di assicurare il monitoraggio degli andamenti di finanza pubblica.
Il Ministro dell'Economia e delle Finanze è tenuto, altresì, a verificare che l'attuazione delle leggi avvenga in modo da non recare pregiudizio al conseguimento degli obiettivi concordati e ad assumere tempestivamente, in caso di deviazione, le conseguenti iniziative correttive nel rispetto dei principi costituzionali.

Cordiali saluti,

Giovanni Tria
Ministro dell'Economia e delle Finanze

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