Brexit, si dimettono tre ministri del governo May

Non condividono l'accordo sulla Brexit annunciato ieri da Theresa May.

Il giorno dopo l'annuncio dell'accordo raggiunto con l'Unione Europea per la Brexit scoppia un putiferio nel governo di Theresa May. Di prima mattina sono arrivate le dimissioni di due ministri: prima Shailesh Vara, ministro per l'Irlanda del Nord, poi Dominic Raab, il ministro per la Brexit. Poco dopo sono giunte le dimissioni anche della ministra del Lavoro Esther McVey e della sottosegretaria alla Brexit Suella Braverman.

Shailesh Vara ha pubblicato su Twitter la lettera che ha presentato al Primo Ministro Theresa May, in cui ha scritto:

"Scrivo per rassegnare le mie dimissioni da Ministro del Suo governo. Lo faccio con tristezza ma non posso sostenere l'Accordo per l'uscita dall'UE che è stato concordato con l'Unione europea.
Il referendum ha proposto una scelta semplice: restare o lasciare l'UE. Il risultato è stato decisivo con la scelta degli elettori del Regno Unito di uscire e questo è ciò che noi, i loro rappresentanti eletti, dobbiamo realizzare.
L'Accordo proposto tuttavia non lo fa, in quanto lascia il Regno Unito in una situazione a metà strada senza limiti di tempo entro cui saremo finalmente una nazione sovrana.
Date le vicende passate dell'UE, vi è tutta la possibilità che l'accordo commerciale tra Regno Unito e UE di cui si sta discutendo richieda anni per concludersi. Saremo intrappolati all'infinito in un accordo doganale, vincolati da regole stabilite dall'UE su cui non abbiamo voce in capitolo. Peggio ancora, non saremo liberi di lasciare unilateralmente l'accordo doganale se volessimo farlo. L'Irlanda del Nord nel frattempo sarà oggetto di una relazione diversa con l'UE dal resto del Regno Unito e, anche se sono d'accordo che non ci dovrebbero essere confini netti tra Irlanda del Nord e Irlanda, l'integrità economica e costituzionale del Regno Unito deve essere rispettata.
Per quanto riguarda il Primo Ministro, il presente Accordo non prevede che il Regno Unito sia un paese sovrano e indipendente che lascia le catene dell'Unione europea così come è formulato.
Siamo una nazione orgogliosa ed è un giorno triste quello in cui siamo ridotti a obbedire alle regole fatte da altri Paesi che hanno dimostrato di non avere a cuore i nostri migliori interessi. Possiamo e dobbiamo fare meglio di questo. Il popolo del Regno Unito merita di meglio. Questo è il motivo per cui non posso sostenere questo accordo"

Anche Dominic Raab ha pubblicato su Twitter la sua lettera di dimissioni in cui spiega, sempre rivolgendosi a Theresa May:

"Capisco perché ha scelto di perseguire l'accordo con l'UE nei termini proposti, e rispetto i diversi punti di vista espressi in buona fede da tutti i nostri colleghi. Da parte mia, non posso supportare l'accordo proposto per due ragioni. Prima di tutto, credo che il regime normativo proposto per l'Irlanda del Nord rappresenti una reale minaccia all'integrità del Regno Unito. In secondo luogo, non posso sostenere un accordo di backstop (la soluzione di sicurezza sul confine tra Irlanda e Irlanda del Nord, ndr) a tempo indeterminato, in cui l'UE detiene il veto sulla nostra capacità di uscita. Le condizioni del backstop ammontano a un ibrido degli obblighi dell'Unione doganale e del mercato unico dell'UE. Nessuna nazione democratica ha mai firmato per essere vincolata da un regime così ampio, imposto esternamente senza alcun controllo democratico sulle leggi da applicare, né la capacità di decidere di uscire dall'accordo. Tale accordo è ora preso anche come punto di partenza per i negoziati del futuro partenariato economico. Se accettiamo ciò, pregiudicheremo gravemente la seconda fase dei negoziati contro il Regno Unito.
Soprattutto, non posso riconciliare i termini dell'accordo proposto con le promesse fatte al Paese nel nostro programma alle ultime elezioni. Si tratta soprattutto di una questione di fiducia degli elettori"

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