Dl Genova: 10 senatori del M5S non hanno votato

Due di loro sono già a rischio espulsione

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Il dl Genova è stato approvato definitivamente oggi al Senato con 167 voti favorevoli, 49 contrari e 53 astenuti. Tutto bene, la maggioranza regge, ma il Movimento 5 Stelle continua a perdere i pezzi. Sì, perché sono addirittura 10 i senatori pentastellati che non hanno preso parte alla votazione del decreto, diventato la legge n.109/2018 dello Stato Italiano e che riguarderà alcune emergenze tra cui quelle relative al crollo del Ponte Morandi e ai terremoti del 2016 e del 2017.

Secondo quanto riferiscono diverse testate giornalistiche, non hanno preso parte alla votazione del dl Genova i seguenti senatori del M5S: Vittoria Deledda Bogo, Alfonso Ciampolillo, Saverio De Bonis, Gregorio De Falco, Luigi Di Marzio, Elena Fattori, Michele Giarrusso, Cinzia Leone, Paola Nugnes e Mario Turco. Si allarga, dunque, la fronda dei dissidenti all’interno delle fila di Luigi Di Maio che a questo punto si trova veramente ad un bivio, a meno che non voglia far espellere tutti mettendo a rischio la tenuta della maggioranza.

De Falco: "Non ho votato per sbaglio ma..."

Curiosa la mancata votazione da parte del senatore De Falco, che a quanto pare non ha partecipato al voto per sbaglio, ma che ha poi dichiarato di non voler in ogni caso prendere parte alla votazione. Il parlamentare “grillino” pensava che la seduta fosse sospesa, ragion per cui si è assentato dall’aula: “Per la verità credevo fosse sospesa - le parole riportate da Il Fatto Quotidiano - , ma non avrei comunque partecipato al voto. Condivido la parte su Genova del provvedimento, non la parte sul condono che è stato un sostanziale errore. Rischia di generare nuovo abusivismo”. Quanto alla sua possibile espulsione dal Movimento, De Falco dichiara di non aver ancora ricevuto comunicazione: “Il mio colloquio con il capogruppo Stefano Patuanelli? Abbiamo parlato di tutt’altro, non c’entra nulla il decreto Genova. Ma perché dopo diversi giorni il M5s non smentisce? Nei giornali c’è scritto che siamo stati espulsi (oltre a lui c’è in bilico la Nugnes, ndr). Anche il ‘giorno del giudizio’ segue a un procedimento e una contestazione. Ma non c’è né l’uno e né l’altro. Quindi per correttezza il Movimento dovrebbe far chiarezza e dire ‘qui non c’è neanche l’avvio del procedimento'”.

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