Carte d'Identità, il Garante della Privacy boccia la modifica di Salvini: no a 'padre' e 'madre'

Matteo Salvini

Lo scorso agosto il Ministro dell'Interno Matteo Salvini si era scagliato contro le famiglie arcobaleno e aveva annunciato di aver dato il via a una modifica dei moduli per la richiesta delle carte d'identità elettroniche per i minorenni, sostituendo "genitore 1" e "genitore 2" con "madre" e "padre", più tradizionale secondo il leader della Lega.

Dopo l'annuncio via Facebook, Salvini aveva però chiesto il parere del Garante della Privacy sullo schema di decreto che avrebbe introdotto la riforma e ora, a tre mesi di distanza, quel parere è arrivato ed è negativo.

Secondo l'Authority, infatti, "la modifica è suscettibile di introdurre profili di criticità nei casi in cui la richiesta della carta di identità, per un minore, è presentata da figure che esercitano la responsabilità genitoriale che non siano esattamente riconducibili alla specificazione terminologica 'padre' o 'madre'. Ciò, in particolare, nel caso in cui sia prevista la richiesta congiunta (l'assenso) di entrambi i genitori del minore (documento valido per l'espatrio)".

Nei casi particolari di adozioni, ad esempio, al minorenne potrebbe venir negato il rilascio della carta d'identità perchè la terminologia 'padre' o 'madre' non corrisponderebbe a realtà. Lo stesso potrebbe accadere per i casi di atti di nascita trascritti in Italia dall'estero o nei casi di rettifica di attribuzione del sesso, quando per ovvi motivi non è possibile applicare la terminologia voluta da Salvini.

La modifica voluta da Matteo Salvini, in ogni caso, non era mai stata rispettata del tutto. Il modulo di esempio presente sul sito del Ministero dell'Interno, infatti, riporta un meno specifico, e più in linea coi suggerimenti del Garante della Privacy, "genitori o tutore".

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