Tap: tre indagati e documentazione sequestrata

Operazione dei carabinieri del Noe nelle sedi di Melendugno, Lecce e Roma

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I carabinieri del Noe hanno sequestrato oggi una importante mole di documentazione relativa alla realizzazione del Tap: perquisizioni presso le sedi legali e operative di Melendugno, Lecce e Roma, tre le persone indagate. Secondo quanto riferisce l’Ansa, i nomi iscritti nel registro degli indagati sarebbero quelli di Clara Risso, legale rappresentante di Tap Italia, Michele Elia, country manager della società e Gabriele Paolo Lanza, project manager di Tap. L’accusa è di scarico abusivo contenente elementi inquinanti.

L’operazione vede coinvolti i nuclei del Noe di Lecce, Roma e Milano, in collaborazione con i colleghi del comando provinciale, con cui hanno dato esecuzione ad un decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura di Lecce a firma del Procuratore Capo Leonardo Leone De Castris e del sostituto procuratore Valeria Farina Valaori. Il decreto che si inserisce nell’ambito del procedimento penale aperto sulla realizzazione del gasdotto Tap, ha riguardato in particolare la perquisizione delle sedi legali, operative, uffici e cantieri della società "Trans Adrtiatc Pipeline" SPA tra Melendugno, Roma e Lecce. A Villafranca padovana, invece, è stata perquisita la sede del laboratorio di analisi SGS Italia S.p.A, nel quale sono state effettuate le indagini ambientali sui cantieri dell’opera.

I carabinieri del Noe hanno sequestrato anche un’importante mole documentale su supporto informatico, in particolare i rapporti di prova analisi e altri documenti che ricoprono l’arco temporale che va dal novembre 2017 ad oggi e collegati ai campionamenti effettuati sulle acque di falda sottostanti il cantiere Tap in località San Basilio di Melendugno, dove è stato riscontrato superamento della concentrazione della soglia di Comp di contaminazione.

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