BCE, Draghi: "Tutti i Paesi devono rispettare le regole dell’UE"

"I Paesi ad alto debito non devono aumentarlo ulteriormente"

Mario Draghi

Il Presidente della BCE Mario Draghi aveva già espresso i propri dubbi circa la manovra finanziaria studiata dal governo di Giuseppe Conte e dopo la risposta italiana alla Commissione UE è intervenuto nuovamente sul rispetto delle regole dell'Unione Europea, riferendosi chiaramente all'Italia pur senza nominarla direttamente.

Durante il suo ricorso all'European Banking Congress di Francoforte, Draghi ha sottolineato che "i Paesi ad alto debito non devono aumentarlo ulteriormente, e tutti i Paesi devono rispettare le regole dell’Unione".

L'aumento dello spread - da giorni fisso sopra ai 300 punti, con picchi che toccano i 316 punti - sarebbe causato sostanzialmente dal fatto che l'Italia continua a "mettere in discussione le regole UE". Draghi va poi più nello specifico:

La mancanza di un consolidamento fiscale nei Paesi con alto debito pubblico aumenta la loro vulnerabilità agli shock, sia che questi siano prodotti autonomamente mettendo in questione le regole dell’architettura dell’Unione Europea sia che siano importati attraverso un contagio finanziario. Sino ad ora l’aumento degli spread è stato in larga misura limitato al primo caso e il contagio fra paesi è stato modesto.

Questi sviluppi, ha spiegato Draghi, "i traducono in condizioni più restrittive per i finanziamenti bancari all’economia reale". Draghi cita la Germania, la Spagna e il Portogallo come buoni esempi di riforme che hanno portato ad un aumento della domanda di lavoro, portando alla crescita dei rispettivi Paesi e, quindi, in parte anche dell'Eurozona.

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