Assemblea Pd: Renzi diserta. Martina conferma le dimissioni. Chi sono i papabili per la segreteria

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L'assemblea Pd è in corso a Roma ma a fare notizia è soprattutto l’assenza di Matteo Renzi: l’ex segretario ed ex premier non ha quindi ascoltato in diretta Maurizio Martina confermare le dimissioni da segretario reggente del partito, dimissioni che sono coerenti "con il mandato di luglio. Mettiamo in campo insieme una nuova stagione di unità".

Secondo Martina il governo a trazione Lega-M5s sta portando il paese "sul baratro per interessi di bottega e tornaconti elettorali". L’ex ministro delle politiche agricole evoca "un corpo a corpo con la destra" per "un'Europa più sociale, che protegga e promuova i cittadini.

Martina: criticare i nostri errori per cambiare

Poi, rivolto ai suoi, Martina ha parlato di "passi cruciali ancora da compiere, questo percorso ha solo cercato di dare alcuni segnali di premessa per un lavoro di ricostruzione". Vedi la manifestazione di piazza del Popolo "la prima che ha dato un segnale di reazione e che ha dimostrato come questo partito sia essenziale per l'alternativa alla destra".

Secondo il segretario dimissionario all'interno del partito non si deve avere paura "di criticare i nostri errori, lo dobbiamo fare per cambiare. Perché avere paura? Un grande partito fa questo perché ha la cura del proprio destino e non vuole mettere la polvere sotto il tappeto perché fa male", con frecciatina che sembra rivolta proprio all'assente Renzi.

Ad ascoltare con attenzione Martina, il candidato segretario Nicola Zingaretti (il governatore del Lazio è il papabile più forte al momento) e Marco Minniti; l’ex ministro dell’Interno non ha ancora sciolto la riserva sulla sua candidatura ma dovrebbe farlo già la prossima settimana.

Orfini ringrazia e indice Congresso

I lavori dell'assemblea Pd sono stati aperti dal presidente del partito Matteo Orfini che ha poi ceduto la parola a Frans Timmermans, candidato presidente della Commissione Ue per il Pse. Orfini ha chiesto all’assemblea di non "chiudere la nostra discussione congressuale sulle nostre discussioni interne" per poi ringraziare Martina "per come ha guidato questa fase". Orfini ha poi aggiunto che non essendo arrivate richieste di candidature in assemblea nazionale, sarà indetto il congresso.

Primarie Pd tra febbraio e marzo 2019

L'assemblea nazionale del Pd ha dato così il via al percorso congressuale, con le primarie che si dovrebbero svolgere tra l'ultima domenica di febbraio e il 3 marzo. Il voto degli iscritti deciderà chi sono i candidati alle primarie tra i primi tre che racimoleranno più preferenze. Martina, che non è ancora chiaro se si ricandiderà o meno alla segreteria (stamattina ai giornalisti ha detto un laconico "vediamo"), ha invitato a "evitare esasperazioni tattiche".

E Renzi cosa fa? Secondo fonti interne al partito, in questo congresso avrebbe deciso di mandare in avanscoperta i fedelissimi tenendo un ruolo (almeno apparentemente) marginale, l'assenza odierna sembra confermarlo. La Direzione Pd prevista sempre per la giornata di oggi dovrà nominare i membri della Commissione congressuale deputata a stabilire il regolamento del congresso.

Le mosse dei renziani

Minniti, secondo Adnkronos, potrebbe scendere in campo in ticket con la renzianissima Teresa Bellanova "vista la freddezza" di alcuni fedelissimi di Renzi nei confronti dell'ex titolare degli Interni. Con il ticket Minniti-Bellanova dovrebbe schierarsi "oltre il 60%" dei parlamentari" Pd secondo alcuni dem vicini a Renzi. Bisogna vedere se Minniti effettivamente sarà disponibile a quello che può sembrare una sorta di commissariamento, intanto oggi ha lasciato in anticipo l'assemblea per "impegni a Milano".

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