Incendi in California, Trump nega i cambiamenti climatici: "Colpa di chi gestisce le foreste"

La tragedia della California: 76 morti, 1300 dispersi e 50mila sfollati

Anche di fronte ai tragici incendi che stanno devastando la California, il Presidente Trump ha deciso di negare l'evidenza. Per il tycoon la responsabilità è chiara: "è colpa di chi gestisce le foreste" che ogni anno beneficia di "miliardi di dollari". La sua soluzione? Trovare un modo per risolvere il problema o viceversa verranno eliminati i pagamenti della Fed. Ovviamente Trump non ha parlato di problemi o mancanze specifiche motivando così la sua indignazione, bensì ha affidato il suo messaggio ai soli 280 caratteri di Twitter.

Al di là della clamorosa idiozia esibita senza provare alcuna vergogna, il Presidente Trump ha nuovamente cercato di spostare l'attenzione dall'enorme problema dei cambiamenti climatici, sostenendo che non esiste una reale correlazione con quanto sta accadendo in California e in altre parti del mondo. Il tutto ignorando completamente il lavoro di analisi della Noaa (Agenzia degli Stati Uniti per il clima), che invece ha individuato una chiara correlazione tra gli incendi che stanno devastando la California e i cambiamenti climatici.

Negli ultimi anni in California si stanno registrando estati sempre più calde, con precipitazioni pressoché assenti; l'ultima è stata ancora più secca della media, facendo segnare un caldo record anche durante la notte. Le precipitazioni, allo stesso modo, sono state inferiori alla media anche in settembre ed ottobre. La combinazione del caldo record estivo e le precipitazioni scarse hanno trasformato la vegetazione in vero e proprio combustibile per il fuoco. Se poi a tutto questo si combinano i consueti forti venti autunnali di Santa Ana, che portano aria secca da Nord-Est, si ottiene il cocktail perfetto.

Normalmente grazie alle condizioni più umide tipiche dei mesi autunnali ed invernali, questi venti non hanno mai rappresentato un fattore di pericolo per gli incendi, almeno fino alla metà degli anni 80. I modelli attuali prevedono fino al 74% di aumento delle aree bruciate in California se non ci sarà un'inversione dell'elevate emissioni di gas serra. Con l'attuale trend di crescita si prevede infatti un esponenziale aumento delle temperature, che continuerà ad alimentare questo perverso meccanismo.

Ridurre tutto ad una polemica con chi gestisce le foreste è semplicemente demenziale. I morti, i dispersi e le città devastate non sono il vero problema; sono altresì un sintomo di una enorme emergenza che andrebbe fronteggiata come una priorità assoluta.

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