Con Monti per l'Italia: ecco il nome della lista del Prof

Nuova ospitata di Mario Monti in Rai, questa volta a Uno Mattina, e finalmente arriva l'annuncio di quello che sarà il nome della lista unica al Senato dei centristi: "Con Monti per l'Italia". O qualcosa del genere, specifica il Prof.

Il mio nome non sarà quello di una persona che prende l’iniziativa per diventare presidente del Consiglio. Non ci sarà una lista ‘Monti presidente’ ma rappresenterà un movimento di cittadini, di organizzazioni della società civile e del volontariato per coinvolgere me, e ci sono riusciti, e per fare insieme qualcosa per Italia

Dunque un listone unico per il Senato delle formazioni centriste che supportano l'Agenda Monti, in cui SuperMario non figura esplicitamente come candidato presidente, ma più come 'fonte di ispirazione' di coloro che lo hanno voluto coinvolgere nell'avventura politica. Una nuova forma di personalizzazione della politica, se vogliamo, in cui il nome non appare più nello stemma del partito per indicare il candidato presidente, ma dà proprio il nome al partito, o, in questo caso, alla lista. Ma ancora non si capisce quanto valga effettivamente il gruppone che sostiene Monti, visto che negli ultimi sondaggi è dato tra il 12 e il 23%.

E alla Camera? Ancora non si sa, "dipende dalle ultime interpretazioni delle legge”, spiega Monti, ma la cosa più probabile è che si presentino tutti partiti e i movimenti separati. Ma la vera notizia, quella più importante, è che il Professore apre a Bersani, ma ponendo dei chiarissimi diktat.

Tagliare le ali è una brutta espressione ma tagliare gli estremismi è una buona cosa. Si può pensare a un'apertura al Pd e a Bersani, a patto che vengano escluse le frange estreme da Stefano Fassina a Nichi Vendola, a Cgil e Fiom. Spero che Bersani convinca ma non vinca. Credo che per il segretario Bersani, di cui ho ottima considerazione, questo sia un vero problema. Bersani dovrebbe con un atto coraggioso silenziare un po' questa parte conservatrice

Silenziare Nichi Vendola (che ieri aveva rispolverato il gergo rosso della "razza padrona") e Stefano Fassina (che aveva parlato di lista Rotary) per permettere al Pd di unirsi a Monti e garantirsi il Governo della prossima legislatura. Attacchi e ricatti che però sembrano non piacere affatto a Bersani, come dimostra il fatto che l'incontro tra i due previsto per oggi sia saltato.

Il Professore non ce l'ha solo con i "conservatori" di sinistra, al centro dei suoi pensieri ci sono anche le "concezioni settarie" di gente del Pdl come Brunetta, mentre non si risparmia - ancora una volta - su Berlusconi.

Ci sono molte posizioni nel Pdl che hanno impedito riforme per iniettare più concorrenza nei mercati delle libere professioni. Per esempio, dal punto di vista economico generale, penso all'onorevole Brunetta, che sta portando, con l'autorevolezza di un professore di una certa statura 'accademica', il Pdl su posizioni piuttosto estreme e, se posso permettermi di dire, settarie. Nel Pdl c'è molta vicinanza agli ordini professionali, ad esempio di farmarcie e altre professioni, e questo ha impedito di andare un pò più avanti nelle liberalizzazioni. Berlusconi mi ha definito 'poco credibile'. Ma lui è una persona che ha mostrato una certa volatilità di giudizio sulle vicende umane e politiche negli ultimi tempi.

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