Governo a rischio sul dl sicurezza? L'ultimatum di Salvini a Di Maio

Il ministro dell'Interno: "Il testo serve al Paese". Di Maio ai suoi: "ci vuole correttezza"

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Governo a rischio sul decreto sicurezza? Di certo c’è che Matteo Salvini non è disposto a fare sconti su un provvedimento che se non porta il suo nome porta comunque la sua faccia: il dl sicurezza o si approva così com'è entro il 3 dicembre o salta il banco, minaccia il ministro degli Interni.

Dopo la lettera dei 19 deputati del M5s che hanno chiesto modifiche al decreto immigrazione e sicurezza, ma due firme sarebbero state messe per sbaglio, Salvini mette le mani avanti e i 5 Stelle spalle al muro. "Il testo serve al Paese e passerà entro il 3 dicembre o salta tutto. Mi rifiuto di pensare che qualcuno voglia tornare indietro" ha detto oggi il ministro e vicepremier.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha precisato ai giornalisti che il voto di fiducia non è stato ancora deciso e la possibilità è tutt'altro che escluso. Al momento la questione non è all'ordine del giorno, ma si ricorrerà alla fiducia "solo se necessario".

Fronda dl sicurezza, Di Maio: “M5s sarà leale”

C’è da dire che a proposito della fronda a Montecitorio sul dl sicurezza, il capo politico del MoVimento Luigi Di Maio aveva subito chiarito di aspettarsi lealtà dai suoi parlamentari ma evidentemente (visto il precedente in commissione lavori pubblici del Senato sul condono per Ischia) Salvini non ha molta fiducia nel rispetto degli ordini di scuderia da parte dei parlamentari ribelli della Camera.

"Il Movimento Cinque Stelle sarà leale" ha ripetuto ancora stamattina Luigi Di Maio: "devo assicurare la lealtà del Movimento a questo governo. Il decreto si deve approvare. È una questione di correttezza. Non ci si può rimangiare la parola" ha detto l’altro vicepremier e ministro dello Sviluppo-Lavoro. Se saltasse il governo a perderci di più in questa fase, stando agli ultimi sondaggi, sarebbe proprio il Movimento.

Decreto sicurezza alla Camera il 23 novembre

Il decreto sicurezza, passato in Senato con voto di fiducia, (a Palazzo madama la maggioranza ha numeri più risicati) arriverà in aula a Montecitorio il 23 novembre. Nella lettera inviata da 19 deputati al capogruppo M5s Francesco D'Uva si denuncia la mancanza di "collegialità" nell'esame di un provvedimento che "non trova, in molte sue parti, presenza nel contratto di governo ed è, in parte, in contraddizione col programma elettorale del M5s".

Tuttavia i firmatari hanno voluto precisare che non è loro "intenzione complicare i già delicati equilibri di governo". Il voto sul decreto sicurezza arriverà due giorni dopo la decisione della Commissione Ue sul Documento programmatico di bilancio, cioè sulla manovra. Paradossalmente la probabile procedura d’infrazione per deficit eccessivo che Bruxelles potrebbe aprire contro l’Italia, potrebbe ricompattare un governo, facendo mettere da parte, almeno momentaneamente, le tante divisioni, dalla Tav alla questione rifiuti/inceneritori, per citare le ultime polemiche scoppiate nell’esecutivo.

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