Ebrei ortodossi provocano rissa in aereo: non volevano atterrare di sabato

La compagnia aerea israeliana è stata costretta a uno scalo "d'emergenza"

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Scatenano una rissa in aereo perché non vogliono atterrare nel giorno dello Shabbat, la festa del riposo per gli ebrei che coincide con il sabato. Un gruppo di ebrei ortodossi israeliani che viaggiava su un vettore della compagnia El Al ha causato disordini a bordo che nemmeno l’intervento del personale di volo ha fatto cessare. Per placare le intemperanze l'aereo è stato costretto a fare uno scalo non previsto ad Atene.

Tra i passeggeri a bordo c’era anche Shimon Sheves, già direttore generale dell'ufficio del premier israeliano Yitzhak Rabin (ucciso da un colono israeliano nel ’95) che ha raccontato di aver visto "mani alzarsi in maniera minacciosa. Ho visto atti di violenza, ho provato pietà per le giovani hostess che hanno dovuto misurarsi con quella situazione".

La partenza in ritardo da New York

L’areo della compagnia di bandiera israeliana era partito da New York con un consistente ritardo, a causa di una tempesta di neve abbattutasi sulla Grande Mela, e sarebbe arrivato a Tel Aviv non prima del tramonto di venerdì, inizio del riposo sabbatico che prevede tra l’altro proprio il divieto per gli ebrei di viaggiare. 

Lo Shabbat dura infatti 25 ore, dall’imbrunire del venerdì fino alla sera di Sabato. Precetto di fede che ha causato il caos a bordo: quando i passeggeri hanno sentito dalla voce del comandante l’orario del previsto atterraggio è scoppiata la bagarre e l’aereo ha dovuto fare scalo ad Atene per far scendere i religiosi che si rifiutavano di proseguire il viaggio.

La compagnia aerea ha poi denunciato i passeggeri più scalmanati e il Ceo di El Al Gonen Usishkin, come riferisce Haaretz, ha istituito un comitato d’indagine per esaminare con esattezza le circostanze che hanno portato allo scalo nella capitale greca, appunto per evitare di profanare lo Shabbat.

Compagnia aerea criticata sui social

Questo però non ha risparmiato pesanti critiche a El Al sui social, anche perché il vettore, che per politica aziendale non vola nello Shabbat e nelle principali feste ebraiche, avrebbe agito in modo analogo l’anno scorso.

La compagnia ha fatto sapere che sta valutando i comportamenti violenti dei passeggeri nei confronti dell’equipaggio e le accuse che alcuni ebrei ortodossi avrebbero mosso al personale di bordo il quale avrebbe trattenuto informazioni sull’effettivo arrivo dell'aereo in Israele.

"Avremmo potuto annullare il volo ma abbiamo scelto di fare uno sforzo nell'interesse dei nostri passeggeri per riportarli a casa il prima possibile. Nessun'altra considerazione ci ha influenzato" si è difeso il Ceo di El Al al quale lo scalo forzato ad Atene è costato un milione di shekel, circa 270mila dollari.

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