Dombrovskis: "L'Italia corregga la linea. Sta danneggiando l'economia"

"La procedura d'infrazione potrebbe arrivare entro l'anno"

Oggi la Commissione Europea ha definitivamente bocciato la manovra italiana, gettando così le basi per consentire all'Unione Europea di avviare una procedura d'infrazione. Valdis Dombrovskis, vice presidente della Commissione Europea, ha parlato ai microfoni di Sky Tg 24 dopo la conferenza stampa, spiegando cosa dovrebbe fare il nostro Paese per evitare la procedura: "Oggi la Commissione Europea ha adottato una decisione riguardo l'Italia, riguardo il bilancio del 2019, perché il documento di bilancio non ha portato grandi cambiamenti e quindi abbiamo concluso che c'è una grave violazione delle regole del Consiglio. Inoltre abbiamo valutato la conformità del debito italiano e abbiamo concluso che anche questo non è conforme. Quindi abbiamo deciso di avviare una procedura per il debito. Queste sono le decisioni adottate oggi e quindi quello che il Governo italiano dovrebbe fare è riportare il bilancio in linea con le regole dell'UE e le raccomandazioni del Consiglio".

E poi: "Noi forniamo raccomandazioni in percentuale al PIL; l'Italia dovrebbe fornire il miglioramento dello 0,6% del PIL o almeno non deviare da questo consiglio. Ma vorrei enfatizzare che non riguarda solamente le regole di bilancio dell'UE, ma anche l'economia italiana perché questa scelta del Governo sta danneggiando l'economia italiana; i tassi d'interesse sono aumentati, il debito danneggia le banche, i prestiti ai consumatori e alle aziende e danneggia gli indicatori di fiducia. Come risultato l'economia italiana sta rallentando; abbiamo rivisto i dati al negativo passando dal +1,3% al +1,1%. Quindi è importante che l'Italia riporti il bilancio su un cammino sostenibile per assicurare la stabilità nell'economia italiana e continuare la crescita".

L'Italia ha deviato soprattutto per introdurre la "quota 100" per le Pensioni e per il Reddito di Cittadinanza. Dombrovskis non è voluto entrare nel merito delle due riforme: "Per quanto riguarda le misure specifiche possiamo sì discuterne, ma in generale il nostro consiglio ai Paesi è non modificare le riforme adottate. Quando il Governo assume programmi aggiuntivi dovrebbe rispettare le reali possibilità di bilancio. In questo caso, con questo alto debito dell'Italia, aggiungere ulteriore debito aumenterebbe soltanto la vulnerabilità dell'economia italiana e non sarebbe sostenibile".

In questo momento, secondo Dombrovskis, tutta l'economia italiana sta correndo dei pesanti rischi: "Vediamo che ci sono rischi per l'economia e per tutto il sistema bancario perché l'aumento dei tassi d'interesse può danneggiare le banche. Vediamo uno sviluppo indicativo del prezzo delle azioni delle banche e quindi vediamo già effetti negativi. Questi effetti negativi influenzano anche il credito. Lo spread? ovviamente non è un buon territorio in cui trovarsi; è già alto e con questo livello di debito, il 131% del Pil, è importante assicurarsi che lo spread si riduca per ridurre appunto gli interessi sul debito".

C'è il timore di un rischio contagio per le altre economie dell'Unione Europea: "Si è visto che quello che accade in un Paese dell'Eurozona può danneggiare anche gli altri perché condividiamo la stessa valuta e giochiamo sulle stesse regole. Vediamo già degli effetti, ma sono limitati. Li stiamo monitorando molto attentamente perché sono causa di preoccupazione. Una raccomandazione di procedura entro l'anno? Ora dobbiamo aspettare la decisione del Consiglio; invieremo questi documenti agli stati membri dell'UE - ai loro comitati finanziari - e se l'Ecofin confermerà la nostra valutazione allora potremmo procedere verso il prossimo passo. Non posso prevedere una data precisa, ma potrebbe essere entro l'anno".

Quando è stato chiesto a Dombrovskis se non teme che questa iniziativa possa alimentare le campagne elettorali dei partiti euro-scettici, il vice-presidente ha preferito dribblare la domanda, sostenendo la sola esigenza di far rispettare le regole: "Per quanto riguarda la decisione della Commissione Europea, noi stiamo attuando le regole concordate da tutti gli Stati membri".

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