Gentiloni: "Sta vincendo Salvini, il M5S la pagherà elettoralmente"

L'ex Premier ha rilasciato un'intervista a Beppe Severgnini.

Paolo Gentiloni parla di Matteo Salvini

Paolo Gentiloni, che in questi giorni è in giro a presentare il suo libro "La sfida impopulista", ha rilasciato un'intervista a Beppe Servergini per l'inserto Sette del Corriere della Sera e ha parlato sia del PD, degli errori che ha commesso e di tutti i voti che ha perso, sia dell'attuale governo. Proprio sull'esecutivo giallo-verde ha detto una cosa interessante quando il giornalista gli ha chiesto chi sta "vincendo" tra Lega e MoVimento 5 Stelle:

"Beh, mi pare evidente: vince Salvini. Perché vince? Non perché lui è la Destra e gli altri sono la Sinistra: vince perché la promessa economica del governo si è rivelata in sei mesi totalmente irrealizzabile, e gli italiani se ne stanno accorgendo. Io penso che i 5 Stelle lo pagheranno in modo, elettoralmente, molto significativo. Mentre invece l’illusione dell’Italietta con la faccia feroce, tanti nemici tanto onore, ha più aria, più spazio in questo momento. Ma è perfino più pericolosa – o comunque non meno pericolosa – dell’illusione del reddito garantito per tutti"

E Gentiloni ha parlato anche di un altro membro del governo Conte, Enzo Moavero Milanesi, attuale ministro degli Esteri, ruolo che lui ha ricoperto prima di diventare Premier, e ha detto:

"Ricordo, in un convegno recente, un intervento del ministro Moavero, seguito da un commento di un brillantissimo e notissimo pensatore britannico: 'Mai sentito un discorso più anti-populista nella mia vita!' Forse esagerava. Ma è così. Come faccia Moavero, non lo so"

Per quanto riguarda, invece, i guai del PD, Gentiloni ha detto che i suoi rapporti con Matteo Renzi oggi sono "necessari" e gli rimprovera il fatto di aver ritenuto che, dimettendosi (da Premier e da segretario PD), avrebbe compiuto un atto risolutivo ed esaustivo. L'analisi della crisi del Partito Democratico, invece, secondo Gentiloni, deve essere molto più accurata:

"Il Pd è diventato il simbolo delle cose che non andavano. Immeritatamente, tutto sommato; anche se abbiamo fatto errori enormi e nel libro ne parlo. Perché è accaduto? Perché siamo rimasti al governo per sei anni: Monti, Letta, Renzi, Gentiloni. Forse per un eccesso colposo di ottimismo della volontà: sottolineare continuamente che le cose stavano andando meglio, che i risultati dell’economia arrivavano, che il Pil e l’occupazione riprendevano a crescere, che il numero degli sbarchi calava… Tutte cose vere e che rimpiangeremo amaramente nei prossimi mesi; anzi, le stiamo già rimpiangendo. Però a chi era in una situazione di disagio, di difficoltà, di paura, apparivano…"

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