Bankitalia: "Rischi a causa della scarsa crescita e dell'alto debito"

La Banca d'Italia ha diffuso oggi il "Rapporto sulla stabilità finanziaria".

Banca d'Italia su spread e manovra

La Banca d'Italia ha diffuso oggi il "Rapporto sulla stabilità finanziaria" in cui, dopo aver fatto un quadro della situazione mondiale ed europea, si sofferma sui rischi corsi dall'Italia e sui possibili effetti della manovra di bilancio, soffermandosi in particolare sulle conseguenze dello spread troppo alto (oggi è sceso finalmente sotto i 300 punti base).

Nel rapporto Bakitalia spiega che in questo periodo la stabilità finanziaria a livello globale è a rischio a causa del protrarsi dei contrasti commerciali che accresce l'incertezza e può incidere negativamente sulla crescita. Oltre ai dazi Usa, c'è anche la questione di un inasprimento delle condizioni finanziarie e il rischio che "episodi di tensione possano innescare rialzi generalizzati dei rendimenti".

Per quanto riguarda l'Europa, dallo stress test dell'EBA (Autorità bancaria europea) è emerso che le principali banche sono solide, ma ci sono ancora delle aree di vulnerabilità e poi c'è il problema della Brexit, a causa dell'incertezza sui negoziati.

Ma veniamo all'Italia. Via Nazionale evidenza che per il nostro Paese i rischi per la stabilità finanziaria provengono soprattutto da due fattori: bassa crescita e alto debito pubblico. Ci sono stati forti rialzi dei rendimenti dei titoli pubblici a causa dell'incertezza sull'orientamento delle politiche economiche e di bilancio e a questi rialzi hanno contribuito i timori degli investitori a causa di "una possibile ridenominazione del debito in una valuta diversa dall'euro".

Bankitalia sottolinea come le "condizioni di liquidità del mercato senario dei titoli di Stato" siano "più tese rispetto ai primi mesi dell'anno" e come sia "aumentata la volatilità infragiornaliera delle quotazioni". Tuttavia la Banca d'Italia sottolinea anche come ci siano dei fattori che attenuano le ripercussioni delle turbolenze finanziarie sull'economia:
- l'indebitamento del settore privato è tra i più bassi dell'eurozona;
- l'avanzo commerciale è più ampio;
- la posizione debitoria netta verso l'estero si è pressoché azzerata.

Bankitalia evidenzia anche che l'elevata vita media residua del debito pubblico rallenta la trasmissione dell'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato al costo medio del debito.

Bankitalia: i rischi per imprese e famiglie

C'è una parte del "Rapporto sulla stabilità finanziaria" della Banca d'Italia che va tenuto in particolare considerazione, quello in cui parla delle possibili ripercussioni dello spread troppo elevato e per troppo tempo. Nel rapporto si legge:

"Incrementi elevati e persistenti dei premi per il rischio sui titoli di Stato ostacolano il calo del debito pubblico in rapporto al prodotto, incidono sul valore della ricchezza delle famiglie, frenano e rendono più oneroso il credito al settore privato, peggiorano le condizioni di liquidità e la patrimonializzazione di banche e assicurazioni"

Per ora, però, la "situazione finanziaria delle famiglie rimane solida, benché il calo delle quotazioni dei titoli abbia già determinato una contrazione del valore della loro ricchezza". E per quanto riguarda le imprese, le condizioni patrimoniali negli ultimi anni sono migliorate, ma il rallentamento ciclico frena la crescita degli utili.

Bankitalia esamina poi due settori in particolare, quello bancario e quello delle assicurazioni. Per quanto riguarda il primo:

"Nel settore bancario prosegue il miglioramento della qualità del credito e il recupero della redditività. Lo stock di prestiti deteriorati continua a ridursi a ritmi sostenuti. I risultati dello stress test dell'EBA per le quattro banche italiane incluse nel campione sono in linea con quelli medi degli altri intermediari europei. Anche il processo di rafforzamento dei bilanci delle banche risente negativamente delle tensioni sul mercato del debito sovrano, che hanno determinato un peggioramento degli indicatori di liquidità e di patrimonializzazione e un aumento dei rischi di mercato. Il capitale delle banche meno significative risentirebbe di eventuali ulteriori perdite di valore dei titoli pubblici in misura maggiore rispetto a quello dei gruppi significativi"

Mentre per quanto concerne il settore assicurativo Via Nazionale spiega che esso è particolarmente esposto al rischio sovrano a causa degli investimenti necessari per coprire gli impegni presi con i clienti e a causa dell'elevata quota di titoli di Stato in portafoglio. Gli indici di solvibilità delle compagnie assicurative sono "in media ampiamente al di sopra dei minimi regolamentari", ma non si può stare tranquilli perché hanno "registrato una consistente riduzione" ed "eventuali forti svalutazioni dei titoli avrebbero effetti rilevanti sulla posizione di solvibilità delle assicurazioni".

Il rapporto si chiude con un allarme:

"In concomitanza con le turbolenze sui mercati finanziari i fondi obbligazionari italiani hanno registrato deflussi di risorse. Per i fondi aperti italiani il rischio che elevate richieste di rimborso possano portare a rapidi disinvestimenti e accentuare la volatilità dei mercati è tuttavia contenuto"

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