Manovra, Salvini si smuove dal 2,4%: "Non è problema di decimali, ma di serietà"

"Penso nessuno sia attaccato a quello, se c'è una manovra che fa crescere il Paese può essere il 2,2, il 2.6"

Matteo Salvini

Ha ribadito per settimane di non voler arretrare di un millimetro sulla manovra, ma dopo il flop della cena di lavoro tra Giuseppe Conte e i vertici del Consiglio UE, il vicepremier Matteo Salvini ha mostrato i primi segni di ripensamento.

Pur lasciando dei paletti importanti, Salvini ha affermato che il 2,4% del rapporto deficit Pil al centro della manovra finanziaria, difeso a spada tratta per mesi e definito intoccabile, ora può essere modificato:

Penso nessuno sia attaccato a quello, se c'è una manovra che fa crescere il Paese può essere il 2,2, il 2.6... non è problema di decimali, è un problema di serietà e concretezza.

Le cifre, insomma, non sono più scolpite nella pietra, ma quello su cui Salvini continua a rimanere inamovibile è il superamento della legge Fornero, uno dei suoi cavalli di battaglia. La cosiddetta Quota 100 entrerà in vigore nei primissimi mesi del 2019, forse già a febbraio:

Io credo che già da febbraio i primi italiani possano usufruirne. E dico febbraio perché se la manovra l'approvi entro fine dicembre ci vuole il tempo tecnico di far partire la macchina.

Stiamo parlando, secondo i numeri di Salvini, di 600mila persone che avranno la possibilità di andare subito in pensione, se lo vorranno:

Gli aventi diritto son 600mila, noi mettiamo a disposizione di questi 600mila una possibilità, se poi la coglieranno in 500mila o 200mila non lo so, sicuramente in tanti l'aspettano come una salvezza.

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