Manovra, il governo Conte è pronto a tagliare. Oggi vertice a Palazzo Chigi

"Il problema non è 2,2 o 2,4%, ma la tenuta del patto economico generale"

Giuseppe Conte a Palazzo Chigi

L'esecutivo gialloverde ha iniziato a moderare i toni nei confronti dell'Unione Europea e si prepara a rivedere, almeno in parte, la manovra finanziaria che tante critiche ha attirato e che è stata bocciata dalla Commissione Europea.

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte, rientrato da Bruxelles, sembra esser riuscito a convincere i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini ad abbassare un po' la testa, perché le conseguenze delle procedure europee nei confronti dell'Italia potrebbero provocare ben più danni al Paese di quanti, secondo loro, ne porterà la manovra.

Salvini ieri ha fatto riferimento ad un calo dal 2,4% al 2,2% del deficit/Pil e questo significherebbe risparmiare 3,4 miliardi di euro. Dove si andrà a raschiare per togliere questi 3,4 miliardi? Potrebbero essere le due riforme principali a farne in parte le spese, il reddito di cittadinanza e le pensioni a quota 100.

L'idea, ma sarà il vertice di oggi a Palazzo Chigi a tirare meglio le fila, è quella di lasciare intatte le due misure, ma farle slittare di qualche mese, forse in primavera. In questo modo, se si considera soltanto il 2019, i costi per le due misure saranno minori rispetto a quanto preventivato per il prossimo anno. Per il 2020, invece, sarà tutto diverso, perchè il giochetto di non considerare i 12 mesi non si potrà fare.

A stabilire come procedere saranno le valutazioni della Ragioneria di Stato e dei tecnici del Ministero delle Finanze, che dovrebbero arrivare in tempo per il vertice odierno:

Il problema non è 2,2 o 2,4%, ma la tenuta del patto economico generale: stiamo aspettando gli approfondimenti da parte della Ragioneria e del Mef e dopo faremo le nostre valutazioni.

Parola di Giuseppe Conte.

Foto | Palazzo Chigi

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