Ore 12 - "Piccoli" Berlusconi crescono nell'arte del ... taglio del nastro

Il “maestro” è sempre lui, Silvio Berlusconi.

Se ci fosse l’Oscar per il più grande tagliatore di nastri, sarebbe assegnato al Cavaliere. Con merito.

Perché tagliare nastri per l’inaugurazione di opere pubbliche (più o meno utili) è un’arte, la punta di diamante della comunicazione, un passaggio obbligatorio per fare audiences, per spingere i sondaggi, per creare consenso, per produrre voti.

Ma in tutto il paese, in questo turbolento periodo pre elettorale. nascono come funghi i “copiatori” del leader del Pdl.

Non c’è governatore di regione o di provincia, non c’è sindaco che ogni giorno non dedichi parte del prezioso tempo a tagliare nastri.

I nastri tricolori più tagliati riguardano l’inaugurazione di rotatorie che oramai si susseguono una accanto all’altra. Ma sono ben quotate anche le piste ciclabili, i marciapiedi, gli ospizi con i pannelli solari sui tetti. Insomma si inaugura di tutto, meno che le fabbriche … chiuse.

Quel che conta è avere accanto giornalisti, cineoperatori e fotografi per immortalare l’evento, in particolare il politico impegnato a maneggiare le forbici.

Bei tempi quando Peppone posava la prima pietra per la Casa del popolo di Brescello.

La posa della prima pietra non “tira” più perché la storia insegna che di solito la prima pietra è anche … l’ultima.

Peccato che il Piano casa del governo scatti dopo l’election day, altrimenti avrebbero inaugurato ogni ristrutturazione, bagni compresi.

Chi dice che i politici non lavorano, è servito. Non a caso nel Belpaese tutto scorre che è una meraviglia. O no?

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