Manovra, il Governo prova a far quadrare i conti

Testo in aula il 5 Dicembre. Borghi: "Si ritarderà almeno di un altro giorno"

Il Governo sembra aver definitivamente abbandonato la linea dura in difesa della Manovra economica. L'esecutivo sta continuando a lavorare per rimodulare il testo, così come aveva annunciato il Premier Conte a Montecitorio all'indomani del 'no' definitivo che era arrivato da Bruxelles. Luigi Di Maio ha spiegato chiaramente qual è l'obiettivo del Governo in questo momento: "evitare la procedura d'infrazione, ma senza tradire gli italiani". Sono parole che fanno eco a quelle di Matteo Salvini ("Faremo di tutto per evitare una procedura di infrazione contro l'Italia") e a quelle del Premier Conte ("Lavoriamo per evitare la procedura di infrazione").

Si cerca dunque di trovare un punto di equilibrio. Secondo non meglio precisate voci di corridoio il Governo starebbe studiando di tagliare la spesa per circa 5 miliardi di euro; un'ipotesi immediatamente smentita da Palazzo Chigi. La richiesta che arriva da Bruxelles è quella di far scendere il rapporto deficit/pil dal 2,4% al 2%, che vorrebbe dire un taglio di circa 7 miliardi; difficilmente, dunque, si arriverà ad un accordo totale con Bruxelles, che potrebbe però anche accontentarsi di una via di mezzo. Oltre all'Europa il Governo punta a tranquillizzare anche i mercati, le cui "fibrillazioni" - come ammesso dallo stesso Conte - potrebbero "mettere in difficoltà" il Paese.

Il Governo e i tecnici continuano a lavorare sul testo, atteso adesso nell'aula di Montecitorio per il 5 dicembre prossimo. Il leghista Borghi, presidente della commissione Bilancio della Camera, ha però già pronosticato un ulteriore ritardo: "È evidente che si ritarderà almeno di un altro giorno". È probabile che il Governo possa essere costretto a fare qualche passo indietro su reddito di cittadinanza e quota 100, rivedendo gli stanziamenti previsti in manovra.

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