Confindustria, Boccia: "Potremmo tornare alla crisi. La manovra va riequilibrata"

Il Presidente degli Industriali si scaglia contro le iniziative del governo Conte.

Vincenzo Boccia contro la manovra del governo Conte

A Bologna oggi si è svolto il Forum Industria di Confindustria dal titolo "Poi e persone al centro" e a margine dell'incontro il Presidente degli industriali Vincenzo Boccia ha parlato dei dati diffusi ieri dall'Istat su Pil e disoccupazione, che destano non poche preoccupazioni. Boccia, infatti, ha detto senza usare mezzi termini:

"Potremmo ritornare alla crisi. I dati dicono che ci stiamo avviando verso una fase di decrescita che è tutto tranne che felice. Non so chi fa felice questa decrescita: noi no"

ed è tornato a mettere in discussione la manovra finanziaria del governo Conte, di cui non è mai stato un fan:

"I dati sul medio termine non possono farci bene, dobbiamo aprirci ai mercati, siamo un grande Paese esportatore. E occorre riequilibrare la manovra. Lo diciamo da tempo ma nessuno ci ascolta. Speriamo che questi dati facciano riflettere la politica e il governo del Paese"

Boccia ha parlato anche di "un Paese in confusione" e ha toccato un altro tema caldo, quello dei cantieri:

"Non si dovrebbe discutere sui cantieri da chiudere. Accelerare sulla crescita vuol dire far partire tutti i cantieri possibili per le infrastrutture del Paese"

Il Presidente di Confindustria, invece, sostiene il dialogo che si è aperto tra Italia e Unione Europea per evitare la procedura di infrazione per eccesso di deficit, anche se il punto su cui gli industriali chiedono di soffermarsi non è tanto lo sforamento del rapporto deficit/Pil deciso dal governo (a 2,4%), ma se le risorse sono usate per la crescita oppure no e quale impatto la manovra avrà sull'economia reale.

Boccia, infatti, sostiene che "se la manovra ha un impatto solo categoria ed espansivo, e quindi porta il Paese indietro e non in avanti perché realizza meno occupazione e meno crescita" è una questione italiana e non europea.

"Il decreto Dignità non serve a nessuno"

E a proposito di occupazione, Boccia si scaglia contro il decreto Dignità, la prima misura presa dal vicepremier Luigi Di Maio dopo il suo insediamento al Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico. Secondo il Presidente di Confindustria il decreto "non aiuta nessuno, nemmeno i lavoratori", ma sta solo aumentando il "cosiddetto turn-over" perché le imprese, arrivato il primo anno di contratto a tempo determinato, "per evitare conflittualità, cambiano il nome delle persone e invece di aiutare i lavoratori li stiamo solo danneggiando".

E per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, Boccia ha ribadito come secondo lui "i posti di lavoro non si creano con l'assistenza", ma "abbassando il cuneo fiscale e facendo un grande piano di inclusione per il giovani e il Paese a partire dal Mezzogiorno". Invece la manovra del governo Conte non farà che comportare un aggravio significativo per le imprese.

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