Governo battuto sulle espulsioni. Il Pdl è la Dc della Seconda Repubblica?

Schiacciato, anche giustamente, dalle drammatiche notizie provenienti dal terremoto d'Abruzzo è passato quasi sotto silenzio il voto che ha mandato sotto il Governo nella giornata di ieri. Ricordiamo infatti che si votava sull'emendamento Pd-Udc avverso all'allungamento da 2 a 6 mesi dei tempi di permanenza nei Cie (centri di identificazione ed espulsione).

Data la schiacciante maggioranza di cui gode il Governo alla Camera la bocciatura ha dell'incredibile, e chiaramente ha mandato su tutte le furie la Lega Nord, promotrice del provvedimento. A parte i numerosissimi assenti tra le file del Pdl, i franchi tiratori sono stati 17 (La Russa ha parlato di 12, ma sembra difficile che qualcuno abbia "disertato" tra le file del Carroccio, o che dall'opposizione ci siano stati dei voti contro l'emendamento). Mettiamo tuttavia che siano stati anche 12 "scemi", sempre secondo la definizione dello stesso Ministro della Difesa, si tratta di un comportamento grave, che unito alle assenze determina una chiara fronda di matrice democristiana in seno al Pdl.

Ed è priva di fondamento l'accusa che il partito di maggioranza ha rivolto al principale alleato riguardo alle assenze, perché tra le file leghiste mancavano solo 3 deputati (su 52) tutti per gravi motivi di salute, secondo Roberto Cota. Viene così a cadere un caposaldo della politica anti-immigrazione clandestina, e viene altresì inflitto un vulnus considerevole alla forza dell'alleanza di Governo.

Per parlare in termini pratici, secondo Maroni ciò libererà 1.038 clandestini il 26 aprile per decorrenza dei termini. A questi se ne aggiungeranno altri 177 poco dopo, senza contare il segnale negativo che si lancia abbassando la guardia su un tema dalle forti valenze psicologiche come la lotta all'immigrazione selvaggia. Il tutto a pochi giorni dalla cruciale messa in atto dell'accordo Italia-Libia sul pattugliamento delle coste.

Ma perché il Pdl ha fatto fronda, rituffandoci una volta di più nel mare inquinato della Prima repubblica? Il tutto nonostante la Lega avesse accetato di stralciare la parte relativa alle "ronde", una concessione rilasciata proprio in cambio di un voto sicuro. La risposta più ovvia è da ricercarsi nella voglia di dare una lezione allo scomodo alleato proprio sui temi della tolleranza zero, qui quali da tempo è in atto un derby sanguinario col Pdl. Poi, chissà, potrebbe aver influito la paura di qualche deputato delle regioni meridionali di vedersi aperti nuovi Cie nella propria regione, a voler fare dietrologia...

Ricordiamo anche, tanto per rincarare la dose, che persino metà dell'Italia dei Valori si è astenuta, suscitando peraltro le ire del Pd, e di fatto scavalcando a destra i frondisti del Pdl. Ora la palla ritorna a Berlusconi, invocato dai leghisti come unico garante. Starà a lui ricomporre la spaccatura cercando di trovare dei tempi accettabili di riapprovazione del progetto, magari con un Ddl. Compito arduo, con la Pasqua di mezzo, la priorità all'emergenza-terremoto, e gli imminenti appuntamenti elettorali di giugno.

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