Perché Mara Carfagna dovrebbe essere la vera leader dei moderati (più di Tajani)

È l'unica nel centrodestra che gode di stima trasversale.

Mara Carfagna dovrebbe essere la leader dei moderati, ossia di quella parte del centrodestra che non si riconosce nelle posizioni estremiste di Matteo Salvini. Il partito a cui appartiene, Forza Italia, fatica da una parte a staccarsi dalla figura del suo fondatore Silvio Berlusconi e dall'altra a rompere realmente l'alleanza con la Lega, anche perché con il Carroccio amministra molte realtà locali. Tuttavia, se c'è qualcuno che potrebbe dare voce a tutti coloro che si sentono di centrodestra, ma non condividono la politica di Salvini, quella è proprio Mara Carafagna.

Che tra gli elettori di centrodestra ci sia una folla consistente che disprezza Salvini e vorrebbe un vero moderato alla guida non è un segreto. Inoltre, non è dato sapere quanto durerà la parabola ascendente dell'attuale leader del Carroccio, ma Forza Italia farebbe bene a prepararsi a questa eventualità se vuole riprendersi il ruolo di primo partito del Centrodestra che ora ha ceduto proprio alla Lega.

Per quanto Berlusconi abbia voglia di tornare in campo, ha pur sempre 82 anni, troppi per guidare un partito, una coalizione o addirittura un Paese. Non è più credibile (ok, per tanti non lo è mai stato, ma è pur sempre stato Premier per due legislature e mezza). L'ex Cavaliere ha designato come suo erede Antonio Tajani, che di anni ne ha 65, ma che in questo periodo appare la persona meno indicata per guidare il centrodestra. Perché?

Perché è il Presidente del Parlamento Europeo e dunque è percepito come un "euroburocrate", un marchio dal quale non si sfugge in un periodo in cui Lega e M5S hanno fatto e continuano a fare una lunga battaglia contro l'Europa e gli stessi PD e Forza Italia non si tirano indietro se c'è da fare qualche rimprovero all'UE.

Non importa che il ruolo di Tajani sia ben diverso da quello di Jean-Claude Junker o Pierre Moscovici: è percepito e bollato come un euroburocrate e per ora non ci può fare molto. Se Forza Italia vuole rinascere deve affidarsi a qualcun altro e al momento la persona più credibile è Mara Carfagna.

Mara Carfagna leader dei moderati: l'opinione serpeggia sui social


Mara Carfagna leader dei moderati

In questo periodo è capitato molte volte di leggere sui social network messaggi di stima trasversali nei confronti di Mara Carfagna, ex ministro per le Pari Opportunità nel governo Berlusconi IV (dall'8 maggio 2008 al 16 novembre 2011), attualmente vicepresidente della Camera. Ancora giovane (43 anni), ma con una consolidata carriera politica già alle spalle, Carfagna si è tolta di dosso i pregiudizi che inevitabilmente l'hanno perseguitata dopo le sue partecipazioni a Miss Italia e la carriera da modella e conduttrice Tv.

Ci è riuscita con i fatti: da ministro ha lasciato il segno, grazie al suo impegno per l'istituzione del reato di stalking e alle sue campagne contro la violenza sulle donne e contro l'omofobia. Su quest'ultimo punto è riuscita a dimostrare di essere una persona che fa politica in base alle idee e non alle ideologie. Ricordiamo infatti che ha lavorato a stretto contatto con Anna Paola Concia, sulla carta sua avversaria politica. Proprio la difesa dei diritti dei gay è una delle battaglie che la distingue da Salvini e dalla Lega, ma può essere anche una delle sue armi per conquistare una parte di elettorato.

Cosa le manca? Dovrebbe smarcarsi da Silvio Berlusconi o quanto meno farlo più nettamente. Nei modi e spesso anche nei contenuti, sembra già distante dal suo Pigmalione, ma ora servono i fatti. Serve quel guizzo che le permetta di ergersi al di sopra di tutti i suoi compagni di partito. Ma in effetti, oltre lei, in Forza Italia al momento non ci sono figure particolarmente autorevoli.

Carfagna, invece, si difende benissimo nei talk show e questa può essere un'arma decisiva. È riuscita anche a smuovere i social con la campagna #nonènormalechesianormale. Ora deve dimostrare di riuscire a essere altrettanto autorevole anche in altri settori che non siano solo le pari opportunità e lo può fare. A differenza di altri politici che al momento ricoprono ruolo anche molto importanti, ha una lunga esperienza (una dozzina di anni in Parlamento) e una laurea con il massimo dei voti, ma soprattutto si è fatta valere nelle sue battaglie.

Ha anche dimostrato di saper tener testa a Matteo Salvini, quando lo ha bacchettato alla Camera ("Ministro, le sembrerà strano, ma le regole valgono anche per lei") e il fatto che sia una donna in questo periodo può essere un fattore positivo, per una volta. Basti pensare alle elezioni in America: due anni fa da lì è partita l'ondata sovranista con le vittoria di Donald Trump, ma quest'anno le vere vincitrici delle elezioni di Midterm sono state le donne, quel vento potrebbe arrivare anche in Italia.

Ma soprattutto, con le sue idee, i modi di fare, la dialettica e le sue battaglie, nel centrodestra è il politico che meglio incarna lo spirito dei "moderati", questi sconosciuti... Potrebbe perfino convincere a tornare a votare tanti di quelli che il 4 marzo sono rimasti a casa perché non si riconoscono né nella Lega, né nel MoVimento 5 Stelle, né nell'attuale Forza Italia che, come la sua controparte di centrosinistra (il PD), è priva di una vera identità.

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