Di Maio dopo l'incontro tra Salvini e le imprese: "Da lui parole, i fatti si fanno al Mise"

"Al Viminale c'erano poco più di 10 sigle, noi domani qui al Mise ne riuniamo circa 30"

Di Maio dopo incontro con Salvini

Il Ministro dell'Interno Matteo Salvini sembra aver pestato ancora una volta i piedi al Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, che oggi ha voluto fare qualche precisazione, come al solito senza fare nomi. Ieri, infatti, Salvini ha ricevuto al Viminale i rappresentanti di 15 organizzazioni imprenditoriali, inclusa Confindustria, anche se le competenze per risolvere queste questioni in sospeso spetterebbero al Mise.

E così oggi Luigi Di Maio, interpellato proprio su quel vertice al Viminale, ha voluto lanciare una frecciatina al collega vicepremier, senza chiamarlo direttamente in causa:

Tutti i ministri hanno il dovere di incontrare sempre le imprese: come ha detto il presidente Boccia ieri ‘ora ci aspettiamo i fatti’ e i fatti si fanno al Mise, perché è il Mise che si occupa delle imprese.

In una sorta di gara a chi fa la pipì più lontano, il Ministro dello Sviluppo Economico ha voluto sottolineare che lui, domani, incontrerà più persone di Matteo Salvini:

C'erano poco più di 10 sigle, noi domani qui al Mise ne riuniamo circa 30. Il nostro obiettivo è creare un tavolo permanente che segua il percorso della legge di bilancio e del decreto semplificazione.

Il leader della Lega non ha ovviamente aspettato neanche un minuto per replicare al collega di governo e, rispondendo a una domanda diretta dei giornalisti, ha precisato:

A me interessa la sostanza: io incontro, ascolto, trasferisco, propongo, miglioro. Poi a me interessa che il governo nel suo complesso aiuti gli italiani. Ognuno fa il suo. [...] Mi sono portato i compiti a casa, con alcune cose che si possono fare subito. Su alcune ci stiamo già lavorando: burocrazia da tagliare, costi e tempi da ridurre. E un'Italia che cresce.

Anche stavolta, insomma, non è la stampa a mettere i due vicepremier in conflitto, ma sono loro fanno il grosso del lavoro mandandosi frecciatine a distanza, senza neanche citarsi in modo diretto, con Salvini che pensa di poter operare a 360 gradi su qualsiasi tema e Di Maio che non può far altro che farsi andar bene questa situazione.

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