Brexit, caos nel Regno Unito. La Corte UE: "UK può rinunciare alla Brexit"

"Questo slittamento aggraverà ulteriormente l'incertezza per la gente e le aziende. È ora di prendere una decisione"

Brexit

Con la Brexit ormai alle porte, la situazione nel Regno Unito si fa sempre più ingarbugliata e la premier Theresa May sembra brancolare nel buio, con la possibilità di una clamorosa marcia indietro che da oggi è diventata possibile grazie alla sentenza della Corte Europea di Giustizia, secondo la quale il Regno Unito può decidere in modo unilaterale di revocare la procedura per l'uscita dall'UE senza aver bisogno dell'ok degli altri Paesi membri.

La sentenza è arrivata a poche ore dall'atteso voto sull'accordo raggiunto tra il governo di Theresa May e l'Unione Europea, lo stesso accordo che aveva portato a più di una dimissione all'interno dell'esecutivo britannico e provocato enormi dissapori tra chi aveva deciso di non dimettersi. La Camera dei Comuni, infatti, avrebbe dovuto votare domani, martedì 11 dicembre, su quell'accordo, ma oggi Theresa May ha deciso di annullare quella votazione perché, conti alla mano, si sarebbe rivelata un grosso fallimento.

Secondo fonti del governo britannico, al momento non si starebbe neanche prendendo in considerazione l'ipotesi di fare un passo indietro sulla Brexit. L'intenzione di Theresa May, invece, sarebbe quella di tentare di riaprire le trattative con l'Europa, che ha però fatto sapere di non avere alcuna intenzione di tornare a negoziare: l'accordo, hanno precisato fonti UE, è già stato raggiunto. O si prosegue su quella strada oppure il Regno Unito potrà procedere con la Brexit senza un accordo, cosa che l'UK vuole evitare ad ogni costo.

L'oggetto del contendere in questi giorni è il cosiddetto backstop legato al confine tra l'Irlanda e l'Irlanda del Nord, con quest'ultima che pur restando nel Regno Unito - e quindi fuori dall'UE, al contrario dell'Irlanda - potrebbe restare nel mercato comune europeo, almeno nel primo periodo. Le tensioni al confine tra Irlanda e Irlanda del Nord sono storiche e ancora ben fresche, inasprirlo così dall'oggi al domani potrebbe quindi riaprire le tensioni e questo è qualcosa che per ovvi motivi il Regno Unito non può e non vuole permettersi.

L'Unione Europea, però, non vuole cedere di un millimetro e la Camera Dei Comuni non sembra intenzionata a votare un accordo così come è stato raggiunto. Anche il Primo Ministro dell'Irlanda, Leo Varadkar, non ritiene possibile una rinegoziazione limitatamente ai confini con l'Irlanda del Nord senza riaprire del tutto i negoziati per la Brexit.

Intanto dall'Irlanda del Nord, complice anche la sentenza della Corte Europea, arrivano sempre più pressioni per cancellare in toto la Brexit, nonostante i risultati del referendum di due anni fa. I partiti Sinn Féin, SDLP, Alliance e NI Greens hanno rilasciato oggi una nota congiunta per chiedere un passo indietro e rinunciare alla Brexit, mentre anche dall'UK iniziano ad arrivare prese di posizioni molto simili, anche se per ora soltanto dai parlamentari che non fanno parte dell'esecutivo di Theresa May.

Intanto, mentre la confusione regna sovrana del Regno Unito, il rappresentate del Parlamento UE nei negoziati per la Brexit, Guy Verhofstadt, sembra iniziare a perdere la pazienza:

Non riesco più a seguire. Dopo due anni di negoziati, il governo Tory vuole rimandare il voto. Tenete a mente che non deluderemo mai gli Irlandesi. Questo slittamento aggraverà ulteriormente l'incertezza per la gente e le aziende. È ora di prendere una decisione.

Le dichiarazioni di Theresa May

La premier britannica Theresa May ha confermato il rinvio del voto alla Camera dei Comuni - che allo stato attuale si sarebbe rivelato un fallimento - e precisato che farà di tutto per risolvere la questione del confine tra Irlanda e Irlanda del Nord, nonostante l'Unione Europea consideri già chiuso l'argomento e non ha nessuna intenzione di riaprire le trattative.

May ha escluso la possibilità di un secondo referendum sull'uscita del Regno Unito dall'UE, spiegando che questo dividerebbe ulteriormente il Paese:

La grande maggioranza ha accettato i risultati del referendum e vuole lasciare l'UE con un accordo. Abbiamo una grande responsabilità. [...] Nel momento in cui ho preso questa responsabilità da Primo Ministro sapevo che il mio compito sarebbe stato quello di onorare il voto e sono determinata a fare tutto quello che posso per portare a termine l'obiettivo.

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