Di Battista appoggia i gilet gialli: "Richieste sacrosante. Il M5S dia il massimo supporto"

Anche Beppe Grillo li appoggia, ma non per la protesta contro la tassa sui carburanti.

Alessandro Di Battista sui Gilet Gialli francesi

Alessandro Di Battista è intervenuto con un lungo post su Facebook a favore delle proteste che stanno portando avanti in Francia i cosiddetti "Gilet Gialli" e invita il MoVimento 5 Stelle ad appoggiarli.

Dopo un'introduzione contro i media italiani che, secondo lui, starebbero dando poco spazio alla vicenda e starebbero bollando i gilet gialli come "fascisti, lepenisti, populisti di destra" (si vede che lì in America del Sud gli hanno riferito male...), Di Battista scrive:

"Le richieste dei Gilet gialli sono sacrosante, così come sacrosanta è la loro battaglia contro questa stramaledettissima globalizzazione che - tra l'altro - oltre ad aver distrutto diritti sociali ad ogni latitudine ed aver provocato l'esplosione degli esodi di massa, ha addirittura tradito il suo mandato. Altro che libero mercato, il sistema neoliberista negli ultimi 20 anni ha solo rinvigorito i monopoli delle élite. Credo che il Movimento 5 Stelle debba dare il massimo supporto a questo movimento di cittadini francesi che chiede diritti, salari giusti, la fine dell'impero delle privatizzazioni e il controllo della finanza da parte degli Stati"

Poi manifesta la sua soddisfazione per aver saputo che una delegazione di Gilet Gialli ha presenziato alla manifestazione No Tav che si è svolta sabato scorso, 8 dicembre 2018, a Torino:

"Ho letto che una delegazione di Gilet gialli è stata presente ieri alla manifestazione NoTav. Che meravigliosa notizia! Forse anche per questo una delle manifestazioni meglio riuscite degli ultimi anni è stata così ignorata dai media. Penso ai cittadini scesi in piazza a Torino, esempio di lotta consapevole, penso alla nazionalizzazione di autostrade, penso al diritto dei migranti di stare a casa loro, diritto negato proprio dalle conseguenze della globalizzazione, penso alle guerre di invasione trasformate in missioni di pace dalle quali è bene uscire il prima possibile, penso alla necessità di un reddito universale perché in tempi di intelligenza artificiale e robotica la piena occupazione sarà un'illusione, penso ai macroniani d'Italia... già iniziano a prendere le distanze dopo aver descritto quest'ometto dei Rothschild come il nuovo De Gaulle. Saranno forse colmi di vergogna ma la vergogna è un sentimento rivoluzionario e lorsignori di rivoluzionario hanno solo i conti in banca"

È passato a commentare la notizia dei liceali francesi che la polizia ha fatto inginocchiare davanti a un muro:

"E poi penso all'immagine di quei ragazzi francesi inginocchiati con le mani sulla testa, alcuni faccia al muro. Che indecenza! Il sistema li ha messi in ginocchio due volte, prima negandogli il futuro e adesso provando ad impedirgli di andare a riprenderselo. Io sto dalla loro parte, come sto dalla parte di tutti coloro che hanno manifestato ieri a Torino. Tra loro c'è chi non voterà mai il Movimento, amen, le loro rivendicazioni sono sacrosante e vanno sostenute"

Infine ha ricominciato a parlare di "battaglie":

"Queste sono le battaglie che cambiano il destino di una Nazione, quelle contro il PUC, il partito unico del cemento, quelle contro l'impero dei Benetton, quelle contro il primato della finanza sulla politica. Una battaglia sacrosanta da combattere è quella sul recupero di miliardi di euro che la Chiesa deve allo Stato, e lo dico da cattolico praticante!"

In conclusione ha invitato il suo MoVimento 5 Stelle a concentrarsi sulle giuste battaglie e non sui sondaggi politici:

"Il Movimento combatta le battaglie giuste sempre e comunque ricordandosi che i conti si fanno alla fine e che i sondaggi lasciano il tempo che trovano"

Grillo e Salvini sui Gilet Gialli


Beppe Grillo sui Gilet Gialli francesi

Sulle lotte dei Gilet Gialli francesi Beppe Grillo, fondatore del MoVimento 5 Stelle, ha detto la sua in una intervista a il Fatto Quotidiano:

"Vogliamo le stesse cose, non parlano solo di tasse, vogliono il reddito di cittadinanza, pensioni più alte. Tutti temi che abbiamo lanciato noi, ma sui giornali finiscono per aver contestato le tasse sulla benzina, cioè l'unica cosa giusta che ha fatto Macron"

Mentre il ministro dell'Interno italiano Matteo Salvini si è tenuto più distante:

"Io dico no a qualsiasi genere di violenza, nel senso che quando prendi in mano una bottiglia incendiaria e la scagli contro un poliziotto non sei un rivoluzionario ma un cretino"

Salvini però fa spesso riferimento alla vicenda dei Gilet Gialli per sottolineare l'insuccesso di Emmanuel Macron.

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