Francia, Macron: "Decreto stato di emergenza sociale ed economica. Subito aumenti di stipendi e bonus"

Il Presidente francese chiede aiuto ai manager e alle imprese.

Emmanuel Macron non ci sta a passare per il Presidente dei ricchi e dei banchieri e reagisce con un discorso alla nazione in cui promette di stare dalla parte dei poveri. Si prende le sue responsabilità, ma bacchetta anche il governo e il Parlamento, poi chiede aiuto ai manager e alle imprese affinché ci sia una reazione immediata alle proteste che sono divampate nel Paese. In particolare promette subito un bonus per i lavoratori, bonus che è ovviamente a carico dei datori di lavoro, ma che non sarà tassato, così come non saranno tassati gli straordinari, mentre chiede un immediato aumento del salario minimo.

Il discorso di Macron (che è stato registrato e mandato in onda alle 20) è durato in tutto 12 minuti ed è stato molto intenso. Prima di tutto ha condannato le violenze che ci sono state nel Paese nelle ultime settimane:

"Cari francesi, siamo giunti a un appuntamento importante per il futuro. Gli avvenimenti delle scorse settimane hanno scosso la nazione. Voglio dire subito che queste violenza non fanno bene a nessuno. Nessuna collera giustifica gli attacchi ai gendarmi, non possono essere oggetto di atti di vandalismo gli esercizi commerciali. Quando si scatena la violenza, viene meno la libertà. Non costruiremo nulla di sostenibile senza aver raggiunto la fase civile. Ho conferito rigorose istruzioni al governo"

Poi però ha ammesso di rendersi conto che quella collera è condivisa da molti francesi e dunque non va solo condannata, ma ascoltata:

"Non dimentico la collera dei francesi, questa indignazione è condivisa da molti cittadini, non posso sminuire la collera dei francesi con i comportamenti che ho descritto prima"

Poi è passato a parlare delle soluzioni che ha già preso e di quelle che intende prendere:

"La tassa sul carburante è stata annullata, ma servono misure profonde. Abbiamo l'opportunità di cambiare questa Francia. Vedo la fatica degli operai, delle donne vedove o separate che non riescono ad arrivare a fine mese, vedo la disperazione dei pensionati, la fragilità dei disabili, che non hanno un ruolo ben riconosciuto nella società. La loro disperazione non resta inaspettata. Purtroppo ultimamente ci siamo abituati a queste difficoltà. Ora emergono 40 anni di malessere. Vedo il malessere di fronte al cambiamento, a nuovi stili di vita che creano barriere e distanze. Da un anno e mezzo probabilmente non siamo stati rapidi e forti nelle risposte, me ne prendo la responsabilità. Mi rendo conto che ho fatto male ad alcuni francesi con le mie dichiarazioni. Credo nel Paese che amo, la mia legittimità non deriva da nessuna lobby, deriva da voi. Molti altri Paesi attraversano questo stato di malessere, ma credo che noi ne usciremo tutti insieme. Noi siamo dei pionieri, lo voglio per noi francesi e per gli altri. Dobbiamo rispettare le nostre leggi, siamo un popolo amico. Lo voglio perché attraversando questa crisi noi riconcilieremo i francesi. Sono stato eletto per questo obiettivo, non l'ho dimenticato"

Macron ha decretato lo stato di emergenza sociale ed economica e si fa promotore di una Francia basata sulla meritocrazia, ma annunciando subito misure a favore dei lavoratori:

"Vedo lo stato di emergenza sociale ed economico e lo decreto oggi. Voglio lanciare una Francia della meritocrazia, dove i nostri figli abbiano un futuro migliore di noi. Voglio una Francia dove si viva il lavoro in modo dignitoso. Aumenterà lo stipendio minimo dei francesi, voglio rinnovare il legame con il lavoro. Gli straordinari saranno esentati dalla tassazione. Voglio un fisco più equo, perciò chiederò ai datori di lavoro di concedere un bonus ai lavoratori, che non sarà tassato. Per chi guadagna meno di 2mila euro eviteremo aumenti di tasse. Da domani il Premier lancerà una serie di misure, ma ho bisogno che le imprese e i più ricchi aiutino la nazione. Prenderò dei provvedimenti già questa settimana. Il governo e il Parlamento dovranno fare di più per porre fine all'evasione e i manager dovranno dare una mano"

Macron ha anche invitato alla rapidità:

"Rispondiamo all'emergenza sociale ed economica con misure celeri. Dobbiamo condurre una riforma profonda dello Stato, dei sussidi e delle pensioni. Dobbiamo andare avanti con il nostro progetto collettivo, per il bene della Francia e dell'Europa, per questo il dibattito nazionale deve essere allargato. Tutti dobbiamo fare i nostri compiti a casa, redistribuire la ricchezza, renderci conto della nostra responsabilità ambientale. Vorrei che si parlasse di una migliore rappresentazione, dobbiamo creare una legge elettorale più giusta, tenere conto delle schede in bianco. Dobbiamo porci delle questioni quotidiani come il riscaldamento e i trasporti. Voglio che lo Stato sia amministrato meglio. La nostra organizzazione è troppo centralizzata. Voglio che la nazione sia d'accordo con se stessa e la sua identità profonda. Dobbiamo affrontare la questione dell'immigrazione senza tabù"

Infine Macron ha invitato tutti i cittadini a farsi sentire attraverso i sindaci:

"Riceverò le opinioni di tutti. Il dibattito non deve essere solo istituzionale, gli interlocutori devono essere i cittadini, che si faranno sentire attraverso i sindaci. Li incontrerò per costruire lo zoccolo duro di un nuovo contratto per la nazione. Ci troviamo a un crocevia, è un momento storico, servono dialogo, rispetto e impegno. Il nostro compito è arduo. Mi esprimerò di nuovo di fronte a voi per rendervi conto. L'unica battaglia è quella per la Francia. Viva la Repubblica, viva la Francia"

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