Caso mense di Lodi, il Tribunale ha accertato la "condotta discriminatoria"

Il Tribunale di Milano ha accertato la "condotta discriminatoria" della Giunta leghista di Lodi

Il Comune di Lodi ha discriminato le famiglie extracomunitarie residenti nel suo territorio. A stabilirlo è stato il Tribunale di Milano che ha accertato "la condotta discriminatoria del Comune di Lodi" relativa alla delibera del Consiglio Comunale n. 28/2017, con la quale la Giunta a guida leghista aveva stabilito regole diverse per le famiglie extracomunitarie per poter accedere alle agevolazioni per mensa scolastica e servizio di scuolabus.

Il caso ha fatto scalpore all'inizio di ottobre quando i riflettori si sono accesi sulle proteste delle famiglie extracomunitarie, alle quali il Comune aveva di fatto impedito l'accesso alle tariffe agevolate creando un regolamento trappola, in base al quale avrebbero dovuto produrre documenti nei rispettivi Paesi d'origine per confermare il loro stato di bisogno, già attestato dall'ISEE. La protesta è sfociata in una raccolta fondi che ha permesso alle famiglie escluse dalle agevolazioni di pagare la tariffa massima per la mensa e per lo scuolabus fino a dicembre, proprio in attesa di un intervento da parte del tribunale.

Nell'ordinanza del Tribunale si parla esplicitamente di "condotta discriminatoria" da parte della giunta leghista, accusata oltretutto di aver proceduto senza avere "il potere di assumere decisioni in proposito". I due legali che hanno presentato il ricorso, Alberto Guariso e Livio Neri, hanno commentato con soddisfazione: "La decisione del Tribunale ripristina la parità di trattamento che la legge prevede: italiani e stranieri devono seguire per accedere alle prestazioni sociali le medesime procedure e queste sono fissate dalle norme del 2013 sull'ISEE. È una vittoria della legalità e della ragionevolezza".

Oltre ad intimare di cambiare il regolamento nel rispetto della legge, il Tribunale ha anche condannato l'amministrazione a pagare 5mila euro di spese legali. La Sindaca Casanova, mossa teoricamente dal solo intento di ridurre le spese in sostegno di presunti "furbetti", ha quindi fatto un danno alle casse comunali. Senza considerare, ovviamente, il danno d'immagine.

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