Manovra, Di Maio: "Rinunciamo al 2,4%? Ci avanzavano dei soldi"

Il leader dei 5 Stelle fa anche retromarcia sull'Ecotassa

Le trattative con l'UE per evitare l'infrazione non costringeranno il Governo a fare passi indietro sugli obiettivi che si è dato. Questo ha sostenuto Luigi Di Maio a 'Mattino Cinque' su Canale 5. Il leader dei 5 Stelle ha spiegato che il passaggio dal 2,4% al 2,04% - comunque non soddisfacente per la Commissione - non rappresenterà un problema per l'esecutivo perché "ci sono dei soldi che ci avanzano, perché ne avevamo previsti più di quelli che ci servivano". Per questo motivo la riduzione del deficit non impedirà di "alzare le pensioni minime e le pensioni di invalidità", così come "quota 100 resta" e "il reddito di cittadinanza si farà".

Di Maio ha approfittato di questa occasione anche per rinverdire le polemiche nei confronti dei Governi precedenti: "Dalle relazioni tecniche stiamo scoprendo che abbiamo più soldi di quelli che avevamo previsto. Questo farà un po' arrabbiare i cittadini, perché significa che i soldi c'erano anche prima come avevamo detto noi, quando eravamo all'opposizione. Siamo pronti a fare il decreto sull'aumento delle pensioni minime, su quota 100 e sul reddito di cittadinanza. Nelle relazioni tecniche per il decreto stiamo scoprendo che servivano meno soldi".

Anche se i soldi dovrebbero bastare ed avanzare, Di Maio non ha rinunciato neanche a polemizzare con l'Unione Europea. Riferendosi alla Francia, il vicepremier ha detto che "sicuramente oggi è un'Europa che guarda ai paesi in maniera diversa" e poi ha aggiunto che: "l'obiettivo è portare a casa le misure previste nel contratto ed evitare la procedura di infrazione. Gli italiani ci chiedono di non andare in guerra con l'Ue ma mantenere le promesse".

Le parole del vicepremier oggettivamente sono sorprendenti. Come è possibile che passare dal 2,4% al 2,04% non comporterà rinunce? Ed anche: come è possibile che solo adesso il Governo abbia "fatto bene i conti"? E infine: di quali conteggi ci dovremmo fidare?

Quota 100 e reddito di cittadinanza sembravano irrealizzabili arrivando al 2,4%, figurarsi con il 2,04%. Adesso Di Maio sta provando a far credere che questo Governo abbia scoperto come moltiplicare i pani ed i pesci, ma presto dovrà giocare a carte scoperte; solo a quel punto capiremo davvero quanto si sarà ridotta la platea dei potenziali beneficiari dei due provvedimenti spot di questa alleanza di Governo.

Di Maio ha anche fatto un passo indietro sulla cosiddetta Ecotassa, che avrebbe dovuto introdurre un bonus per l'acquisto di auto ecologiche e una penalizzazione per chi avesse scelto di acquistarne una più inquinante. Ebbene, il vicepremier ha annunciato che verranno salvati solo gli incentivi, mentre non verranno introdotte penalizzazioni per chi sceglierà di infischiarsene dell'ambiente: "Non ci sarà nessuna tassa sull'auto delle famiglie degli italiani né nuove né in uso. Sarà solo un ecobonus sulle auto elettriche, ibride e a metano, perché ci sono città ostaggio dell'inquinamento. Dobbiamo iniziare rivoluzione della mobilità in Italia".

Resta da capire come si finanzierà nell'immediato questo ecobonus senza contestualmente penalizzare l'acquisto di mezzi inquinanti e considerando anche un ipotetico minor incasso di accise sui carburanti. Forse avevano esagerato anche facendo questi conteggi, ma per ora resta un mistero.

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