Bankitalia taglia le stime del PIL 2018: "Non più 1,2%, ma 0,9%"

Sarebbe colpa del rialzo dei tassi a causa dello spread.

Stime Pil 2018 Banca d'Italia

La Banca d'Italia ha rivisto le sue stime di crescita sul PIL 2018 e 2019 portandole all'1%, che in realtà, considerati i dati Istat sul Pil in ribasso nel terzo trimestre, sono dello 0,9% per quest'anno. Per il prossimo il governo auspica un +1,5%, che secondo Via Nazionale è improbabile a causa del rialzo dei tassi dovuto all'aumento dello spread.

Bankitalia ha ridotto la stima di crescita di due decimi di punto per il 2018 e l'ha lasciata invariata per il biennio successivo. Gli economisti di Palazzo Koch spiegano:

"Gli effetti negativi sull'attività economica derivanti dal profilo più elevato dei tassi di interesse osservati e attesi, oltre che da un'espansione più contenuta della domanda estera, compensano quelli di segno opposto riconducibili agli interventi contenuti nella manovra di bilancio e al calo delle quotazioni del greggio"

C'è uno spiraglio, ovviamente, e cioè che lo spread scenda. In tal caso, scrivono da Bankitalia:

"Ritmi di crescita più elevati di quelli prefigurati in questo scenario potrebbero essere conseguiti se gli spread sovrani tornassero verso i valori medi registrati nel secondo trimestre dell'anno"

Il caro-spread va a influire sui costi di finanziamento delle imprese presso le banche e quindi fa rallentare gli investimenti.

Un altro problema deriverebbe dall'inflazione. Su questo punto Bankitalia scrive:

"Rispetto alle nostre precedenti proiezioni, pubblicate nel Bollettino economico dello scorso luglio, la stima di inflazione è stata rivista al ribasso di 0,2 punti percentuali nel 2019, principalmente a fronte delle più basse quotazioni delle materie prime energetiche"

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