Agenti italiani in Brasile per arrestare Cesare Battisti. Scalzone: "no alla vendetta di Stato"

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Un gruppo di agenti italiani è arrivato in Brasile per prelevare Cesare Battisti e portarlo in Italia. Dopo che il presidente della Repubblica federale brasiliana Michel Tener ha dato il via libera all'estradizione, ieri, la polizia italiana, spiega Globo News, sarebbe già giunta nel paese sudamericano.

Secondo Il Giornale un aereo militare italiano è atterrato all'aeroporto di Guarulhos, vicino San Paolo. Cesare Battisti è però latitante, se sarà estradato in Italia l'ex terrorista dei Pac (Proletari armati per la rivoluzione) condannato all'ergastolo passerà il resto della sua vita (oggi ha 64 anni) dietro le sbarre.

L'ultima volta Battisti sarebbe stato avvisato a Cananeia, centro di 12mila abitanti dello Stato di San Paolo, località in cui vive da anni e che per ordine del tribunale non avrebbe potuto lasciare. La polizia di San Paolo ha raccolto le testimonianze dei vicini cercando di ricostruire gli ultimi spostamenti del ricercato.

Scalzone: Battisti? Solo un vecchio fuggiasco

Ma c'è chi lo difende dicendo no alla vendetta di Stato contro "un invecchiato fuggiasco che la verità decretata mezzo secolo fa da un collaboratore di giustizia, definito pentito, aveva stabilito fosse un assassino". Così Oreste Scalzone, fondatore e leader di Potere Operaio e Autonomia Operaia, da una vita in esilio politico in Francia, a Parigi. "Chi vuole ostinatamente Battisti in Italia e si rammarica della sua fuga è un tossico-spacciatore dell'aggiunta di male al male" aggiunge Scalzone che oggi era in piazza a Parigi insieme ai Gilet Gialli.

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