Siri a Di Maio: “Reddito di cittadinanza impossibile in primavera, è un grande equivoco”

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Il reddito di cittadinanza non sarà operativo ad aprile come promesso dal vicepremier Luigi Di Maio. Parola del sottosegretario ai Trasporti leghista Armando Siri che con le sue dichiarazioni di oggi fa il paio con quanto detto ieri dal collega di partito e sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti: "il reddito dei cittadinanza piace all’Italia che non ci piace”.

La Lega ha deciso quindi di contrastare apertamente il cavallo di battaglia elettorale del M5s che proprio sul reddito di cittadinanza - dopo le molte concessioni all’alleato di governo, da ultimo sull’ecotassa - si gioca la faccia, ovvero molta della sua credibilità politica.

Il governo del cambiamento per ora sembra aver cambiato solo il MoVimento 5 Stelle che facendosi pienamente istituzione appare sempre meno partito di lotta e sempre più partito di governo. A volte il M5s sembra quasi aggrappato al governo, anche a scapito di valori fondanti del grillismo, dall’ecologismo al No Tav.

Il reddito di cittadinanza secondo la Lega

"I centri per l’impiego non saranno pronti in primavera. Serve una strada alternativa" dice Siri in una intervista a La Stampa. Parlando delle tensioni nella maggioranza l'ascoltato consigliere economico di Salvini aggiunge: "conflitti tra noi e il M5S sul reddito di cittadinanza? I conflitti al 97% nascono da equivoci e non detti". Quali sono questo equivoci?

"Il grande equivoco è parlare di una cosa che ancora non c’è e cioè il reddito di cittadinanza. Nella legge di Bilancio stiamo predisponendo dei fondi, nel merito la discussione è tutta da fare, e la faremo a gennaio con i decreti attuativi". Il reddito di cittadinanza che ha in mente la Lega è altra cosa da quello di Di Maio.

Siri spiega che: "sia noi che il Movimento siamo per un sostegno al lavoro, ci metteremo al tavolo e troveremo una soluzione. Io ho proposto che il reddito sia erogato dalle imprese a chi intraprende un periodo di formazione in azienda. Con questa strada si evitano abusi e si dà maggiore dignità a chi a fine mese riceverà l’assegno. Ne ho parlato con Di Maio, non ha chiuso a questa ipotesi, che è piaciuta ai rappresentanti delle imprese ricevuti il 9 dicembre da Salvini al Viminale".

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