Reddito di cittadinanza, i nuovi calcoli di Palazzo Chigi

Conte - Di Maio - Salvini

C'è molta confusione in queste ore sul reddito di cittadinanza, a pochi minuti dall'avvio del nuovo vertice a Palazzo Chigi che, per stessa ammissione del vicepremier Luigi Di Maio, rappresenta uno dei momenti più importanti del cosiddetto governo del cambiamento.

Dopo le dichiarazioni del sottosegretario ai Trasporti leghista Armando Siri, che smentiva le promesse fatte da Di Maio sulle tempistiche del reddito di cittadinanza, è stato Palazzo Chigi a mettere un freno alle indiscrezioni, facendo qualche numero.

Partiamo da una certezza: "Nelle previsioni iniziali abbiamo stimato che, nell'arco di 12 mesi per ognuno dei prossimi tre anni, i costi del reddito di cittadinanza sarebbero stati i seguenti: 2019: 9 miliardi, 2020: 9 miliardi, 2021: 9 miliardi".

Per il 2019, però, visto che non si riuscirà a partire a gennaio, la cifra destinata al reddito di cittadinanza sarà ridotta a circa 6,1 milioni di euro. Non si tratta di un taglio, precisano da Palazzo Chigi, ma di un semplice calcolo:

Il secondo motivo per cui le nostre stime di costi cambiano è che nel 2019 non serviranno più 9 miliardi, perché la misura partirà a fine marzo e dovrà essere finanziata solo per nove mesi. Quindi, se dividiamo i 9 miliardi per 12 mesi e moltiplichiamo per il costo mensile per 9 mesi, si ottengono 6.75 miliardi all'anno. In base all'aggiustamento tecnico-statistico, il 90% di 6.75 miliardi fa 6.1 miliardi. Sommando a questa cifra 1 miliardo necessario per i centri per l'impiego otteniamo 7.1 miliardi, il costo definitivo del reddito di cittadinanza per il 2019.

A questo si aggiunge il fatto che, statisticamente, non tutte le persone che avranno diritto al reddito di cittadinanza ne faranno richiesta:

Storicamente, le misure di sostegno sociale non sono richieste da tutti coloro che fanno parte della platea degli aventi diritto: sulla base dell'esperienza recente, la percentuale di chi fa richiesta non è stata superiore all'80%. Ad esempio, le domande per il Rei sono state presentate da circa il 50% di chi ne aveva diritto. Rispetto alla stima iniziale dei costi presentata a settembre, che si basava sull'ipotesi che tutti gli aventi diritto al reddito di cittadinanza ne facciano richiesta, le nostre nuove relazioni tecniche sono comunque molto prudenti perché si basano sull'ipotesi che sia il 90% di chi ha diritto a fare richiesta. Si tratta ovviamente di una previsione, perché il diritto resta per tutti coloro che rispettano i parametri stabiliti, ma consente di stimare con più precisione lo stanziamento veramente necessario.

Le stime trapelate in queste ore, insomma, sarebbero corrette e non andrebbero a smentire le promesse fatte dal governo gialloverde e da Luigi Di Maio in particolare. Si attende quindi la conclusione del vertice a Palazzo Chigi per avere un quadro più completo di come l'Italia punterà a convincere definitivamente la Commissione Europa ad approvare la manovra.

Foto | Palazzo Chigi

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