Scivolone di Salvini: alla festa dei tifosi del Milan abbraccia un capo ultrà spacciatore

Ed erano presenti anche altri "personaggi" indagati per rapporti con la 'ndrangheta.

Matteo Salvini alla festa degli ultrà

Matteo Salvini è ancora nel suo "momento d'oro" e continua a essere osannato da molta gente, per questo si sente forte e convinto di poter fare tutto quello che vuole, senza rispettare le regole (tra le più banali quella di non indossare la cravatta alla Camera) e senza tenere conto del ruolo che ricopre, quello di ministro dell'Interno.

La prima preoccupazione di un ministro dell'Interno è quello della lotta alla criminalità, senza distinzioni. Invece Salvini le distinzioni continua a farle ed eccolo che se uno spacciatore o un indagato per rapporti sospetti con la criminalità organizzata è anche ultrà del Milan, non fa nulla... è una persona perbene e merita l'abbraccio del ministro dell'Interno e vicepremier.

È quello che è successo ieri all'Arena Civica di Milano dove c'è stata la festa per i 50 anni della Curva Sud, ossia del tifo organizzato del Milan. Una festa di cui Salvini non sapeva nemmeno se gode o no del patrocinio del Comune e alla quale si è presentato irritandosi anche un po' per alcune domande più che legittime, come, per esempio, quella incentrata sul fatto che per un ministro dell'Interno può risultare sconveniente farsi vedere a una festa di ultrà.

Per quanto ci possa essere un'alta percentuale di "persone perbene" nella curva del Milan, è anche vero che non mancano non solo gli indagati, ma anche i condannati, come quello che ieri Salvini ha abbracciato calorosamente e che solo pochi mesi fa è stato arrestato nell'ambito di un'inchiesta per traffico di droga e che ha patteggiato un anno e mezzo di reclusione (riconoscendo dunque di essere uno spacciatore). E non mancavano nemmeno gli indagati per rapporti con la 'ndrangheta.

E cosa ha risposto Salvini quando gli è stato fatto notare che c'erano indagati tra gli ultrà?

"Io stesso sono indagato. Sono un indagato in mezzo ad altri indagati"

Poi ha aggiunto:

"Io sono per il tifo corretto, colorato e colorito. Episodi di violenza non mi appartengono e non appartengono a nessuno sportivo. Questi tifosi sono persone perbene, pacifiche, tranquille. Loro portano colore con un coro, un tamburo, una bandiera. La violenza è un'altra cosa"

Sì, ma in questo caso il problema è che le persone con cui lui ha festeggiato i crimini li hanno commessi comunque, anche se non allo stadio. Sarebbe interessante che cosa ne pensano i suoi colleghi di governo del MoVimento 5 Stelle che erano soliti urlare "onestà"... Ma Salvini non è onesto nemmeno nelle piccole cose. Un esempio? Nelle sue dirette Facebook si è vantato per mesi di aver smesso di fumare e invece ieri è stato beccato dalle telecamere mentre fumava una sigaretta.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO