Il Pd riparte da Massimo D’Alema? Zingaretti: “buffonata"

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Il Pd riparte da Massimo D'Alema? Nicola Zingaretti, candidato alla segreteria Pd, va su tutte le furie: "Queste sono buffonate e la cosa che a me dispiace molto è che mentre il governo gialloverde era in panne, l'Italia non aveva nessuno al timone e la destra sta dimostrando di non sapercela fare, ci sia il gruppo dirigente del Pd che perde tempo a dividerci tra di noi su cose totalmente prive di fondamento".

Il presidente della regione Lazio ci tiene a scansare equivoci e aggiunge: "Io non ho fatti accordi con nessuno". La precisazione arriva dopo un tweet dell’ex ministro dello Sviluppo Carlo Calenda: "Non capisco. L’idea di @nzingaretti e @PaoloGentiloni è ricominciare da D’Alema, Bettini, Bassolino etc per fare un’alleanza con i 5S che stanno crollando in mezzo a mille contraddizioni? Che senso ha. Non si comprende".

Zingaretti aveva poi risposto piccato: "Ci risiamo: qualcuno vuole distruggere il #Pd a colpi di menzogne e fake news. Non lo permetterò mai".

D'Alema: "prospettiva di un nuovo governo Berlusconi"

Ma lui, Massimo D’Alema, che fine ha fatto? L’ex segretario Ds, ex premier ed ex ministro degli Esteri, è oggi presidente del think tank Italianieuropei. Proprio in questa veste, in occasione dei 20 anni della fondazione, sabato scorso a Roma Baffino dialogando con la stampa, ha profetizzato invece la nascita di un nuovo governo Berlusconi: "Questa appare come la prospettiva più probabile anche perché non si vede bene quale altra prospettiva politica ci sia, dovrebbe essere uno dei compiti del congresso Pd mettere in campo una prospettiva politica".

Durante il suo intervento D’Alema ha detto molto altro, spingendo per la presentazione alle europee 2019 di un listone per contrastare il blocco sovranista: "l'operazione dovrebbe essere quella di assumere la domanda di forza che c'è nel sovranismo: ma questa forza è recuperabile solo a livello europeo altrimenti è un illusione" acchiappando scroscianti applausi dalla platea.

All'anniversario di Italianieuropei era presente tutto lo stato maggiore ex Ds e gli ex dirigenti Pd, da Bersani a Cuperlo. Assenti (giustificati) Zingaretti e l'altro candidato "forte" alla segreteria Pd, Maurizio Martina, quelli che dovrebbero rappresentare il nuovo corso. Renzi permettendo.

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