Il ddl Anticorruzione è legge: ecco cosa cambierà

Luigi Di Maio

Il disegno di legge Anticorruzione è diventato legge. Ieri sera la Camera ha approvato il testo in via definitiva con 304 voti a favore, 106 contrari e 19 deputati che hanno invece preferito astenersi, tra i quali quelli di Fratelli d'Italia, mentre i deputati di Forza Italia hanno evitato proprio di presentarsi in Aula.

Il Movimento 5 Stelle ha gioito come al solito in modo plateale, uscendo a festeggiare davanti a Montecitorio con cartelli al grido di #Spazzacorrotti - Bye bye corrotti. Enorme la soddisfazione del vicepremier Luigi Di Maio:

La #SpazzaCorrotti è diventata legge, una giornata che aspettavamo da anni, forse decenni, dai tempi di Mani pulite. Sembrava impossibile, ma a noi sono bastati sei mesi di governo. Questo è il cambiamento che vi abbiamo promesso.

Oggi la #SpazzaCorrotti è diventata legge, una giornata che aspettavamo da anni, forse decenni, dai tempi di Mani pulite. Sembrava impossibile, ma a noi sono bastati sei mesi di governo. Questo è il cambiamento che vi abbiamo promesso.

Posted by Luigi Di Maio on Tuesday, December 18, 2018

Cosa prevede la versione definitiva del testo?

"Daspo" per corrotti e corruttori

A spiccare, su tutto, è il cosiddetto daspo per corrotti e corruttori, che avrà come conseguenza l'interdizione dai pubblici uffici e il divieto di stipulare contratti con la Pubblica Amministrazione.

Sono previste due tipologie di daspo, a seconda della pena inflitta al condannato. Per le condanne fino a 2 anni di carcere, il corrotto e il corruttore il daspo durerà tra i 5 e i 7 anni, mentre chi viene condannato a più di due anni di carcere per corruzione - la condanna deve essere definitiva, non valgono il primo e il secondo grado di giudizio - avrà il daspo a vita.

Questo vale non soltanto per il reato di corruzione, ma anche per tutta un'altra serie di reati:

    - malversazione aggravata dal danno patrimoniale di rilevante gravità
    - corruzione per l'esercizio della funzione
    - corruzione propria aggravata dal fatto di avere ad oggetto il conferimento di pubblici impieghi
    - istigazione alla corruzione
    - peculato
    - concussione
    - induzione indebita a dare o promettere utilità
    - traffico di influenze illecite
    - abuso d'ufficio aggravato dal vantaggio o dal danno di rilevante gravità

L'agente sotto copertura

Come già previsto per i reati di droga, per le attività di contrasto al terrorismo e alla criminalità organizzata, le forze dell'ordine avranno la possibilità di inviare agenti sotto copertura per indagare sulle possibili situazioni di corruzione.

Non si tratta dell'agente provocatore di cui si era parlato nei giorni scorsi, quello che avrebbe dovuto mettere alla prova la correttezza dei pubblici ufficiali proponendo mazzette per poi incastrarli. Quella figura è stata stralciata dal testo finale.

Cause di non punibilità

Il disegno di legge prevede anche alcune cause di non punibilità per i cosiddetti pentiti, a patto che questo ravvedimento avvenga entro 4 mesi da quando è stato commesso il reato:


    - Confessione volontaria su fatti non ancora oggetto di indagine
    - Reati commessi non più di 4 mesi prima della confessione
    - Restituzione del maltolto entro 4 mesi dalla confessione
    - Informazioni utili alle indagini
    - Esclusa la premeditazione

Pene più severe per i corrotti

Chi viene condannato per corruzione riceverà pene più severe: da un minimo di tre anni ad un massimo di otto anni di carcere. Chi, invece, viene condannato per appropriazione indebita sarà punito con un minimo di due e un massimo di 5 ani di carcere e una sanzione di 3mila euro.

Prescrizione dopo il primo grado

A partire dal 1° gennaio 2020 la prescrizione non decorrerà più dopo il primo grado di giudizio, sia che la sentenza sia di condanna che di assoluzione, come invece accade attualmente.

Finanziamento ai partiti e alle fondazioni

Le donazioni ai partiti e movimenti politici subiranno una stretta. Ogni donazione superiore ai 500 euro dovrà avvenire alla luce del sole, tracciata e resa pubblica. Questo sarà valido anche per le fondazione, che sul fronte dei finanziamenti saranno equiparate ai partiti politici. Non solo: le cooperative non avranno più la possibilità di finanziare partiti politici.

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