Tria: "Mai pensato di dimettermi". Ma c'è una novità per 'Quota 100' e reddito di cittadinanza…

"Quota 100? Partirà ad aprile per il settore privato e ad ottobre per quello pubblico"

Oggi sono arrivate buone notizie da Bruxelles. Conte e Tria hanno raggiunto l'accordo con l'UE, grazie al quale si eviterà la procedura d'infrazione. Si tratta di una vittoria? Ni. Al Senato il Premier ha rassicurato tutti circa il fatto che non c'è stata "nessuna cessione sui contenuti". Venerdì scorso, a trattative in corso, Di Maio era andato anche oltre, sostenendo che la rinuncia al 2,4% di deficit non avrebbe comportato alcun problema perché avevano inizialmente "previsto più soldi di quelli che servivano".

Oggi, invece, il Ministro Tria ha svelato l'arcano durante la registrazione della trasmissione 'Porta a Porta', spiegando in che modo sono riusciti ad ottenere l'ok da Bruxelles: nella manovra ci sarà quanto promesso, ma reddito di cittadinanza e quota 100 diventeranno effettivi solo a partire dal primo di aprile, giusto un mese prima delle prossime elezioni europee.

Il Ministro ha quindi alzato il velo di mistero che avvolgeva i due provvedimenti simbolo di questa alleanza di Governo: gli stanziamenti sono stati ridotti e per questo motivo diventeranno realtà più tardi del previsto. Cosa si inventeranno per il 2020 è invece un mistero. E pensare che fino a ieri Di Maio affermava sicuro che il reddito di cittadinanza sarebbe partito a marzo e quota 100 a febbraio.

Tria su 'Quota 100' ha anche precisato che partirà ad aprile per il solo settore privato, mentre per la prima finestra per il settore pubblico bisognerà invece aspettare ottobre. A questo punto la data indicata dal Ministro potrebbe anche spaventare un po'; il pesce d'aprile potrebbe essere dietro l'angolo.

Tria ha detto di non aver "mai pensato alle dimissioni" perché sarebbe stato "incoerente e irresponsabile", puntualizzando di aver ora "dimostrato che non c'era motivo di dimettersi".

Poi il Ministro ha rispolverato un vecchio cavallo di battaglia già utilizzato anche dai suoi predecessori, che poco o nulla sono riusciti a fare in tal senso: "Pensiamo di recuperare parte del deficit attraverso la vendita degli immobili". E poi: "Gli obiettivi di bilancio sono al sicuro, abbiamo considerato anche queste entrate perché lo spread calerà e sta già calando. E abbiamo considerato di recuperare due miliardi di risparmi di spesa per interessi. Sono risparmi che non possono essere messi in bilancio secondo le regole europee perché bisogna considerare la media dei tassi dell'ultimo periodo, ma noi li consideriamo".

All'Italia, ha spiegato Tria, è stata "concessa una flessibilità che vale 0,2 punti di Pil, quasi quattro miliardi" da destinare agli investimenti per le infrastrutture e per il dissesto idrogeologico, che "non saranno conteggiati nel deficit". L'obiettivo di crescita è invece fissato all'1%, senza centrare il quale sarà difficile contenere gli aumenti dell'Iva e l'introduzione di nuove accise sulla benzina.

Nonostante la necessità di raggiungere l'1% di crescita, Tria è tornato a parlare della possibilità di una nuova recessione: "Speriamo di evitare la recessione. Le ultime informazioni danno un miglioramento e sono meno pessimistiche. Molto dipenderà dalla fiducia sui mercati che si può recuperare con l'accordo sulla manovra e l'andamento dello spread".

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