Onu, Global Compact approvato. L'Italia si è astenuta

L'Assemblea Generale dell'ONU ha approvato il "Global compact for safe and orderly and regular migration". I voti favorevoli sono stati 152, mentre 11 Paesi si sono astenuti e 5 hanno votato contro la risoluzione. Tra i Paesi contrari gli Stati Uniti, l'Ungheria, Israele, la Repubblica Ceca e la Polonia. L'Italia, invece, si è astenuta come hanno fatto anche Algeria, Australia, Austria, Bulgaria, Cile, Lettonia, Libia, Liechtenstein, Romania, Singapore e Svizzera.

L'obiettivo della risoluzione è quello di arrivare ad una migrazione sicura e ordinata; in pratica a regolamentare un fenomeno che esiste nella realtà, con il quale molti Paesi sono e saranno costretti a fare i conti. All'Italia, Paese che subisce gli effetti di una migrazione illegale e incontrollata, sarebbe convenuto puntare a rafforzare le relazioni internazionali, anche e soprattutto per arrivare ad una maggiore cooperazione con i tanti Paesi con i quali non esistono accordi per i rimpatri.

Movimento 5 Stelle e Lega si sono invece riservate il diritto di valutare in Parlamento l'adesione o meno. António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, ha auspicato che i Paesi che hanno scelto di non aderire possano rivedere la loro posizione: "Il Global Compact è un accordo non legalmente vincolante che riafferma i principi fondamentali della nostra comunità globale tra cui la sovranità nazionale e i diritti umani universali, indicando allo stesso tempo la strada verso una azione umana e ragionevole a beneficio dei paesi di origine, transito e destinazione e degli stessi migranti".

Ancora una volta su questo tema è intervenuto il Presidente della Camera, Roberto Fico, che ha ribadito il suo punto di vista: "Per forza dobbiamo sederci al tavolo con tutti Paesi del mondo specie quelli da cui partono i migranti, per affrontare la problematica. A quel tavolo devi collaborare per affrontare il fenomeno migratorio con un approccio globale, che poi è la posizione dell'Italia sull'Europa, che insieme deve prendersi le responsabilità e ogni Paese deve fare la sua parte, con un approccio globale".

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