Conte: "Ecco come ho evitato la procedura d'infrazione"

"Evitare la procedura d'infrazione era fondamentale. L’ho fatto e ne sono felice per il mio Paese"

Il Premier Conte è stato "fondamentale" nella trattativa con la Commissione Europea per evitare la procedura d'infrazione. Un po' tutti nel Governo gli hanno riconosciuto i suoi meriti ed anche il Premier non si è nascosto, rivendicando il suo successo personale nel corso di un'intervista al Corriere della Sera: "È stata una trattativa con alti e bassi, che ho cercato di affrontare con perseveranza e tenacia. Dovevo portare a casa un risultato importante per l’Italia: evitare l’apertura di una procedura di infrazione per debito eccessivo. L’ho fatto e ne sono felice per il mio Paese".

Evitare la procedura d'infrazione era fondamentale per l'Italia: "Attraversare una procedura di infrazione che avrebbe messo sotto controllo i conti dell'Italia per sette anni, inutile negarlo, avrebbe avuto un costo politico molto elevato, e forse non del tutto prevedibile". Poi il Premier ha ribadito un punto fermo di questo Governo: La discussione sulla permanenza dell'Italia in Ue e nell'euro non è né sarà mai un obiettivo politico di questo governo".

I toni utilizzati da questo Governo hanno complicato il confronto con la Commissione, ma secondo Conte l'obiettivo non era quello di arrivare allo scontro: "Non abbiamo mai pensato a una manovra-schiaffo, a una ribellione antieuropea. Non avevamo argomenti pregiudiziali per dimostrare qualcosa. Il nostro è un approccio pragmatico: avevamo solo da rispettare gli impegni presi con gli elettori". Per convincere la Commissione delle buone intenzioni del Governo è stato fondamentale evitare le accuse continue nei confronti dell'Unione Europea: "Ci siamo resi conto tutti che questo non giovava all’interesse del nostro Paese. E a quel punto, per evitare che il negoziato si complicasse, ho chiesto e ottenuto una linea di comunicazione più attenta".

Il Premier ha spiegato di aver anche usato l'arma dei Gilet Gialli per convincere la Commissione: "Dalla prima cena a Bruxelles sui negoziati, quando mi sono sentito rivolgere alcune critiche contabili, ho invitato i miei interlocutori a considerare che noi avevamo davanti l'esigenza di mantenere la stabilità sociale in Italia. Ho menzionato esplicitamente al commissario Pierre Moscovici la rivolta dei gilets jaunes in Francia. La protesta dei gilet gialli in Francia può avere avuto il suo peso, anche se è difficile da quantificare".

Quando è iniziata la trattativa, l'Italia si è trovata un muro di fronte. Per aprire il dialogo Conte è dovuto partire dal convincere Dombrovskis: "Ho temuto che saltasse tutto quando ho capito che tutti i membri della Commissione erano per l’apertura della procedura di infrazione contro l’Italia. Martedì si è sbloccata la situazione. Mi sono reso conto che per togliere dal tavolo l’eventualità della procedura di infrazione dovevo parlare col capofila del fronte del rigore. Ho chiamato Dombrovskis, ho detto che condividevo le sue preoccupazioni, e sono riuscito a spiegare le ragioni per le quali la terza economia dell’eurozona non poteva essere sottoposta a quella procedura: anche l’Ue rischiava di entrare in una spirale dalle implicazioni pericolose. E l’ho convinto".

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