Maxiemendamento alla manovra in aula, fiducia a mezzanotte. Pd: "atto ostile all'Italia"

maxiemendamento alla manovra 21 dicembre 2018

Il maxiemendamento alla manovra con tutte le modifiche delle ultime ore e sul quale il governo porrà la fiducia sarà presentato nell’aula del Senato venerdì 21 dicembre alle ore 16.00. Secondo il calendario dei lavori che è stato votato a maggioranza, senza l’opposizione, la discussione inizierà subito in aula con la commissione bilancio che in pratica si vede costretta a terminare il suo compito senza aver effettuato una votazione.

Il maxiemendamento in sostanza riscrive la legge di bilancio approvata alla Camera con voto di fiducia ma prima che venisse siglata l’intesa tra Roma e Bruxelles, intesa che ha evitato all'Italia la procedura d’infrazione Ue, grazie al deficit portato dal 2,4% al 2,04% e a un massiccio piano di dismissioni di immobili statali, caserme comprese.

Si può dire che il maxiemendamento su cui verrà posta la fiducia è la vera manovra 2019. Le dichiarazioni di voto sono previste per le ore 22 e alle 23 comincerà il voto di fiducia che si protrarrà per circa un’ora.

Maxiemendamento manovra, protestano le opposizioni

Protestano le opposizioni che alle decisioni dei capigruppo, comunicate in serata, replicano chiedendo tempi più larghi per esaminare le modifiche del governo: "Nessuno di noi vuole l'esercizio provvisorio (in caso di non approvazione della legge di bilancio entro il 31 dicembre, Ndr) ma vogliamo la possibilità di decidere, discutere votare perché questa è una democrazia parlamentare, altrimenti è altro" ha detto Loredana De Petris di Liberi e Uguali.

Il capogruppo dem al Senato Andrea Marcucci invece parla apertamente di "atto ostile al Paese", di "una manovra drammatica ricca di errori che pagheremo negli anni". Da Forza Italia Annamaria Bernini chiede "di poter fare le dichiarazioni di voto e il voto finale sabato mattina, con calma".

Rischio esercizio provvisorio?

Dopo la votazione della prima parte della legge di bilancio in Senato, la seduta sarà sospesa in modo che il governo possa approvare la nota di variazione di bilancio, poi si tornerà in aula per il voto sulla nota di variazione e il voto finale. Una volta approvata dall’aula di Palazzo Madama, la manovra finanziaria dovrà tornare alla Camera per l’approvazione definitiva.

Il tutto in undici giorni e con Natale e Santo Stefano in mezzo, ecco perché si parla di rischio esercizio provvisorio che secondo l'articolo 81 della Costituzione può essere concesso per un massimo di 4 mesi nei quali, secondo la legge, si può spendere solo un dodicesimo degli stanziamenti previsti in manovra.

Il governo sta cercando di accelerare i tempi al Senato proprio per evitare sorprese dell’ultimo minuto a Montecitorio, cosa che potrebbe far prendere forma allo spettro dell’esercizio provvisorio, con possibili ripercussioni sulla tenuta dello stesso esecutivo.

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