L'Abruzzo, il terremoto, i morti veri e quelli “taroccati”. Dal Giornale...

Sbatti il morto in prima pagina. Il morto in realtà è vivo e sta bene? Pazienza. Esiste anche il defunto “taroccato”, colpa della fretta, della pigrizia e di Facebook che ci mette lo zampino. Cosa avrà pensato stamattina la povera Roberta Zavarella, sociologa di 35 anni, abruzzese sì, ma trapiantata a Roma, nel vedere sulla prima pagina del Giornale la propria immagine tra le tante delle vittime del sisma? Un patchwork di foto formato tessera che racconta una tragedia e che include anche lei, cappellino azzurro, sciarpa in pendant e lecca lecca. Il problema è che Roberta, per fortuna, è stata solo sfiorata dalla tragedia: “Sono sconvolta – scrive sullo stato di Facebook – Vedere la propria terra distrutta è una sensazione strana. I miei parenti tutto ok”.

Stanno bene i parenti e ancor meglio sta lei, che si prepara a tornare in Abruzzo per la Pasqua. Eppure secondo il Giornale ha già finito di vivere sotto le macerie. Non contenti, i redattori di Mario “the voice” Giordano ci tornano su a pagina 4. Boxino, stessa foto di Roberta, presa ovviamente dal suo profilo sul social network, e accanto un piccolo epitaffio: “Era di Cavate di Sulmona. Fuori dalla chiesa di San Michele Arcangelo, dove ieri hanno fatto i funerali, fiori bianchi, una sua gigantografia e un cartello con poche semplici parole: 'Ci mancherai. Ci mancherà il tuo sorriso e la tua semplicità'. L’hanno scritto i suoi amici”. Peccato che i redattori del Giornale quella gigantografia non l'abbiano mai vista. Si sarebbero accorti che tra le vittime c'è sì una Roberta Zavarella, ma è soltanto un'omonima della sociologa 35enne che vive a Roma e che su Facebook ha fatto sapere a tutti gli amici di star bene.

Infortuni da social NOTwork: si rubacchia una foto-profilo e via. Senza nemmeno vedere cosa quella pagina personale contenga davvero. Roberta dice a Polisblog: “E' assurdo, mi tocca denunciarli al Garante della privacy”. Morale della favola? Si può finire, tristemente, sotto macerie di ferro e cemento. Ma a volte si può “morire” anche sotto le macerie dell'informazione. E senza neppure saperlo.

  • shares
  • Mail
18 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO