Manovra: ok alla fiducia in Senato. Pd: "Ricorriamo alla Corte Costituzionale"

Nella notte il Senato ha approvato il maxi emendamento alla Manovra Finanziaria

Manovra voto notturno in Senato

Aggiornamento ore 3:00 - Ad ormai notte inoltrata il Senato ha approvato il maxi emendamento alla Manovra finanziaria, per il quale il Governo aveva posto la questione di fiducia. I voti a favore sono stati 167; 78 quelli contrari. Tre senatori si sono invece astenuti: il senatore a vita Mario Monti, Albert Lanièce (Union Valdôtaine) e il pentastellato (ormai ex?) Gregorio De Falco.

Il Partito Democratico, come annunciato nel corso delle intenzioni di voto, non ha partecipato. Adesso il testo - riveduto e corretto dal maxi emendamento - è atteso alla Camera dei Deputati per il prossimo venerdì 28 Dicembre.

Manovra, voto notturno in Senato

È stata una giornata lunga, anzi infinita, e complessa in Senato. Nel giorno della votazione del maxi emendamento che, di fatto, riscrive la manovra economica del governo Conte come conseguenza delle trattative con l'UE per evitare la procedura per infrazione del rapporto deficit/Pil, la seduta a Palazzo Madama è stata sospesa più volte.

Alle 14 è stato presentato il maxi emendamento su cui il governo, rappresentato in questo caso dal ministro dei Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, ha posto il voto di fiducia, come già si sapeva da giorni. Poco dopo, però, il provvedimento è stato rinviato in Commissione Bilancio al Senato e lì c'è stato un vero e proprio caos, perché i senatori delle opposizioni hanno fatto notare che il testo era pieno di errori formali, mentre i pentastellati e i leghisti non proferivano parola e tenevano la testa bassa. Alla fine i senatori di Forza Italia hanno abbondato la Commissione e la capogruppo Anna Maria Bernini, insieme con il capogruppo del PD Andrea Marcucci, hanno chiesto alla Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati di convocare la conferenza dei capigruppo, cosa che poi è stata fatta. Intanto Vasco Errani di Liberi e Uguali, che è dunque nel gruppo misto, ha annunciato che il suo partito non avrebbe partecipato al voto in aula.

È poi intervenuto Matteo Renzi per dire che il PD non si ritirerà dal voto e combatterà in Aula tutta la notte e in effetti lui stesso è stato uno dei primi a intervenire quando la situazione si è sbloccata, verso le 20:30, dopo che Casellati ha ritenuto ammissibile il maxi emendamento approvato dalla Commissione Bilancio, alla quale, però, lo ricordiamo, mancavano PD, LeU e Forza Italia. Alla ripresa della discussione in Aula è stato annunciato che le dichiarazioni di voto cominceranno alle 23 e dunque il voto sarà ben dopo la mezzanotte. Nel frattempo tutti i senatori di Lega e M5S che si erano iscritti alla discussione hanno ritirato i loro interventi per accelerare i lavori.

PD: "Ricorreremo alla Consulta"

Il capogruppo del PD al Senato Andrea Marcucci ha annunciato:

“Viste le gravissime violazioni dell’articolo 72 della Costituzione, il gruppo parlamentare del Pd esprime la volontà di sollevare ai sensi dell’art. 134 della Costituzione il ricorso diretto alla Consulta affinché si pronunci sulla enormità che si sono compiute sotto i nostri occhi e sotto quelli del Paese da parte di questo governo violento che se ne frega dei diritti del Parlamento”

Marcucci ha accusato il governo di "squadrismo" e ha chiesto la sospensione della seduta urlando "Vergogna" alla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, che ha poi posto in votazione il calendario, senza sospendere la seduta, ma poiché il PD continuava a protestare, alla fine ha dovuto sospendere comunque. Alla ripresa del lavori è intervenuto un altro esponente del PD, Matteo Renzi.

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